<iframe src="//www.googletagmanager.com/ns.html?id=GTM-MXK97HQ" height="0" width="0" style="display:none;visibility:hidden"></iframe> Vini del Piemonte, le ultime annate - Millesima.it - Millesima.it

Le ultime annate dei grandi vini del Piemonte

Piemonte, la bellezza del territorio, il prestigio dei grandi vini

Il Piemonte è una terra di grandi vini, nonché uno dei maggiori produttori fra le regioni vinicole italiane. I paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato, sono iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO dal 22 giugno 2014. Senza contare che il Piemonte è stata la regione numero 1 Best in Travel 2019, secondo Lonely Planet.

 

© I Vini del Piemonte & Strada del Barolo e grandi vini di Langa

 

Un tesoro paesaggistico, culturale ed enogastronomico. 44 DOC e 18 DOCG, tra vini rossi e vini bianchi, si suddividono il territorio. Barolo, Barbaresco e Barbera sono i vini piemontesi più noti, con una fama che attraversa i confini nazionali e si espande in tutto il mondo. Leggi di più…

 

Barolo 2014, la regalità nell’equilibrio


La maestosità del Barolo è riconosciuta sulle tavole di tutto il mondo, portaparola dell’eccellenza piemontese. 100% Nebbiolo, le uve che possono diventare il grande Barolo DOCG provengono da 11 comuni nelle Langhe, a sud della città di Alba. Immersa in un microclima ideale e circondata dalle Alpi, la zona di produzione di questi vini rossi piemontesi incanta lo sguardo del visitatore.
Prima di poter essere lanciato sul mercato, il Barolo deve maturare almeno 38 mesi, a partire dal 1 novembre dell’anno della vendemmia, di cui 18 in legno. Dopo 5 anni di affinamento un Barolo può fregiarsi della menzione Riserva. Grandi cru come Bussia, Villero e Cannubi sono esempi di terroir grandiosi per il vino piemontese.
Il 2014 è un anno importante per il Piemonte, che ha visto il suo paesaggio vitivinicolo inserito nella lista del patrimonio Unesco. Nello stesso anno piogge e grandinate sono seguite a un inverno piuttosto mite. Settembre porta il sole e buone escursioni termiche. I viticoltori sono stati messi alla prova, ma hanno saputo garantire l’alto livello qualitativo in grado di rispondere alle attese degli appassionati. Baroli equilibrati che si sono guadagnati alte valutazioni dal Wine Advocate.
Grandi aspettative infine per l’annata 2015, la cui release è iniziata nei primi mesi del 2019.

 

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Barbaresco 2015, il principe delle Langhe

Fratello minore del Barolo, ma non per qualità e prestigio, il Barbaresco DOCG proviene soltanto da uve Nebbiolo, coltivate su 690 ettari in 4 comuni in provincia di Cuneo. Da disciplinare di produzione, questo vino rosso piemontese deve maturare almeno 26 mesi a partire dal 1 novembre dell’anno della vendemmia, di cui almeno 9 in botti di legno. Al Barbaresco Riserva occorre invece un affinamento di 4 anni.

Il 2015 per il Barbaresco è un anno semplicemente eccezionale. Un inverno segnato da abbondanti nevicate e una primavera mite precedono un’estate calda ma non stressante dal punto di vista idrico. Il nebbiolo ha raggiunto una maturità fenolica ideale allo sviluppo di tannini profumati, solidi, ma aggraziati.

 

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Barbera d’Asti 2017, il vino pop del Piemonte

La Barbera vive negli ultimi anni un periodo di grande riscossa, che si conferma come il vitigno più coltivato del Piemonte. È sempre stato considerato il vino “da tutti i giorni”, per via del suo lato beverino e sempre gradevole. Oggi la qualità di questa uva pop è riconosciuta ovunque, in Italia come all’estero. E la Barbera d’Asti è la denominazione portabandiera per questo vitigno rosso piemontese, che deve essere presente nell’assemblaggio per almeno il 90%.

 

DOC dal 1970, La DOCG compie nel 2018 i suoi primi 10 anni. Oltre 4000 ettari nelle provincie di Asti e di Alessandria, sulle colline del Monferrato, ospitano le uve per la Barbera d’Asti DOCG. La Barbera si beve di solito giovane, ma con un anno di invecchiamento, di cui 6 mesi in botte, prende la menzione di Barbera Superiore. Nel 2014, quella che prima era considerata una sottozona è diventata una DOCG a parte: il Nizza DOCG. Questa super-barbera, vinificata solo in purezza, deve invecchiare minimo 18 mesi a partire dal 1 gennaio successivo alla vendemmia, di cui almeno 6 mesi in legno. Per la Riserva, minimo 30 mesi, di cui 12 in legno.

Ed è proprio un Nizza DOCG 2016 il miglior vino del mondo secondo la classifica di Wine Enthousiast uscita a fine 2018.

Nonostante la difficoltà dell’annata, il 2017 ha dato Barbera di eccellente qualità. Temperature invernali sopra la media, gelate primaverili e un’estate siccitosa hanno determinato una notevole diminuzione nella resa. Le tanto attese piogge arrivano a inizio settembre. Il profilo polifenolico delle uve è ottimo, antociani e tannini registrano valori ideali per quantità e qualità.

 

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