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Franck Massard

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Top sommelier a più riprese, tra cui il...
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Franck Massard, da sommelier a viticoltore, una grande avventura nel Priorat

L’atipico percorso di Franck Massard, che da fine sommelier diventa viticoltore, in una regione viticola spagnola, il Priorat, nota in tutto il mondo per i suoi vini eccezionali.

Franck Massard, sommelier di successo


Una tenuta viticola è un’avventura appassionante da intraprendere e a Franck Massard non è certo la passione che manca. Quando decide di scavalcare il confine – molto evanescente, peraltro – che separa un sommelier da un viticoltore, Franck è animato dall’amore per la regione del Priorat e per i suoi vini, nonché dal desiderio di mettersi alla prova in prima persona.

Fin da bambino cresce in un ambiente che favorisce lo sviluppo delle sue passioni, poiché proviene da una famiglia di negozianti di vino della Valle della Loira. I suoi viaggi iniziano quando decide di lasciare la Francia e passare due anni in Germania, diventando nel frattempo un sommelier molto apprezzato e approfittandone per visitare quante più cantine possibile.

È poi la volta del Regno Unito quando va a collaborare con il Master of Wine Gerard Basset. Qui ha la possibilità di crescere e di veder affermare il suo successo, diventando il capo sommelier di un ristorante stellato. Nel 1996 è UK best Sommelier’s of the Year.

Finalmente il percorso di Franck Massard lo porta in Spagna dove per otto anni è ambasciatore della Bodega Torres, ciò che gli permette di visitare i vigneti di tutto il mondo.

 

Scavalcare il confine: Franck Massard, viticoltore di talento

Dopo aver visitato cantine e vigne di tutto il mondo, cosa resta nel cuore? Dal cuore di Franck è stato impossibile eliminare la passione per il Priorat. È così che nel 2004 decide, insieme al vecchio amico Christophe Brunet, di stabilirsi nel villaggio di El Molar, nella provincia di Terragona, in Catalogna. Acquisiscono le loro prime vigne e, dopo la prima vendemmia, producono 500 bottiglie della loro prima cuvée, Huellas. Franck Massard è ormai un viticoltore.

Con l’obiettivo di elaborare un vino più fresco ed elegante, si trasferisce a Poboleda, dove le vigne si trovano ad un’altitudine maggiore. Lontani i tempi in cui 500 bottiglie erano un grande traguardo, oggi Franck produce 25.000 bottiglie l’anno nel Priorat.

 

Perché il Priorat?

Regione viticola misteriosa, intrigante, dai paesaggi fiabeschi… La superficie vitata in questa DOCa (Denominación de Origen Calificada) si estende su 1800 ettari e sono più di 600 i viticoltori attivi sul posto. La regione si è posta indiscutibilmente sotto le luci della ribalta grazie ad un altro grande nome della viticoltura spagnola, Alvaro Palacios, che negli anni Novanta, con i suoi vini, ha reso celebre il Priorat in tutto il mondo.

Clima, orografia e geologia qui possono variare sensibilmente. Le vigne vengono coltivate in terrazze in pendenze fortemente inclinate. I suoli possono essere composti di llicorella, ma ci sono zone più argillose, granitiche o calcaree. La conformazione e la geologia stesse del territorio impongono un lavoro manuale e rendimenti bassi.

La vera domanda è “perché no?”.

 

Al crocevia tra due venti, in un anfiteatro naturale

Il vigneto di Franck Massard si trova a 18 km dal mare, in un anfiteatro naturale tra i 300 e i 550 metri s.l.m., in una delle zone più fresche del Priorat. A creare questa fortunata condizione sono, insieme all’altitudine, i venti che attraversano la regione. Alla mattina il Cierzo, proveniente dall’interno, soffia freddo e secco. Dal mare invece viene il Garbí, a metà pomeriggio, ad addolcire le temperature.

La forte escursione termica tra il giorno e la notte favorisce una maturazione più lenta delle uve, ciò che consente una vendemmia tardiva. In questo modo i frutti saranno ricchi di aromi e avranno la giusta acidità e freschezza.

 

Il terroir eccezionale del vigneto Franck Massard, la llicorella del Priorat

Con rocce che risalgono a 400 milioni di anni fa, il vigneto di Franck Massard riposa su un terreno d’eccezione.

La llicorella è uno dei tanti tesori del Priorat, un suolo di lamine di ardesia, capaci di conferire ai vini della regione la loro tipica mineralità. Questo terreno povero, poco fertile, ma con un drenaggio perfetto, restituisce rendimenti bassi, bacche piccole, ma concentrate in aromi.

Il rispetto dell’ambiente e della biodiversità sono per Franck Massard un valore aggiunto. In particolare piante come timo, rosmarino, lavanda, alberi da frutto, mandorli, ulivi, arbusti apportano alla vite un ventaglio di aromi complementari.

Tutte le parcelle vengono coltivate nel pieno rispetto dell’ambiente e, dal 2014, Huellas ottiene la certificazione di agricoltura biologica.

 

Autenticità, identità e naturalezza sono le parole d’ordine per le vinificazioni

L’elaborazione dei vini vuole soprattutto preservare al massimo l’identità delle uve e rispettare le condizioni naturali di ogni annata. Le estrazioni dolci e i differenti tipi di affinamento a seconda del tipo di uva, servono a valorizzare la loro struttura e i loro tannini.

L’affinamento, la crianza, avviene per lo più in botti da 500 litri leggermente tostate, per un periodo di 12 mesi, in modo da fornire un sottile apporto aromatico del legno, che non nasconda gli aromi naturali delle uve. Negli ultimi tempi si sta sperimentando l’affinamento in anfore, sempre da 500 litri.

 

Le “impronte” del terroir nelle cuvée di Franck Massard

Sembra che a Franck Massard piaccia dire che la scoperta di un nuovo vino porta più piacere all’umanità che la scoperta di una nuova stella. Difficile dargli torto. In ogni caso nel 2004, sul piccolo vigneto di El Molar, Franck crea una nuova piccola stella, a cui dà il nome di Huellas (impronte), per ricordare il lavoro manuale che implica la sua elaborazione. Oggi le uve (60% Cariñena e 40% Garnacha) vengono coltivate nel vigneto di Poleba. Elegante, sapido, dalla texture setosa, con un attacco dolce, cresce poco a poco, mostrando più freschezza.

Humilitat* e Bellesa perfecta? sono altre due cuvée destinate a riflettere il terroir del Priorat e la sua tipica mineralità, che vengono rispettati dalle estrazioni dolci e dall’affinamento in botti leggermente tostate. Modelli di freschezza e struttura.

Ma l’omaggio più sincero di Franck al suo terroir è la cuvée Eda, il cui nome riprende le tre lettere finali del vigneto di Poboleda. 100% cariñena, viene prodotto solo nelle annate migliori, finora 999 bottiglie nel 2010 e 500 nel 2012. Si tratta di un vino intenso, elegante e con un finale energicamente lungo.

1.1.3