<iframe src="//www.googletagmanager.com/ns.html?id=GTM-MXK97HQ" height="0" width="0" style="display:none;visibility:hidden"></iframe> Miraval, Grandi vini di Provenza - Millesima.it
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Miraval

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Miraval 2016
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Miraval 2016
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Miraval, emblema della Provenza, icona dei vini rosati

Se la fama dei vini rosé si sta finalmente emancipando è anche grazie Miraval, la tenuta di Angelina Jolie e Brad Pitt nel dipartimento del Var. Grandi vini di Provenza, realizzati grazie al know-how della famiglia Perrin.

Miraval, un pioniere del vino rosato

Insieme ad altri eccellenti produttori – come Minuty, Château d’Esclans o Domaines Ott fra gli altri – Miraval è uno dei pionieri della rivalsa dei vini rosé di Provenza. Sdoganati dalla fama di “piccoli” vini, i vini rosati hanno il potere di mettere gusti differenti d’accordo.

 

Miraval
© Miraval

 

I vini rosati di Miraval hanno avuto una parte importante nel successo che questi stanno ricevendo negli Stati Uniti, in particolare per due fattori. Uno è che i celeberrimi attori di Hollywood, Brad Pitt e Angelina Jolie, si sono fatti ambasciatori di Miraval. E l’altro è che Miraval è il primo vino rosé a entrare nella lista delle 100 migliori cuvée dell’anno di Wine Spectator nel 2012

 

Miraval, il momento della svolta

Situato lungo la Via Aurelia, Miraval ha sempre avuto un ruolo importante nella storia. Si sa che nel 1252 vi soggiorna Tommaso d’Aquino. Nel XVI vi si installa il Principe di Napoli, per essere più vicino alla corte di Francia. In quest’epoca, Château Miraval comincia ad apparire nei registri delle Maisons nobles de France. Nel 1970 vi viene creato uno studio di registrazione. Lo Studio Miraval (da qui prende il nome la cuvée “Studio” di Miraval) vede il passaggio di grandissimi artisti come i Pink Floyd, Sting, The Cranberries, Rammstein, The Cure, Judas Priest

 

Miraval
© Miraval

 

Precedentemente proprietà dell’uomo d’affari americano Tom Bove, nel 2011 Angelina Jolie e Brad Pitt, acquistano la tenuta di Miraval a Correns, nei bei terroir della Provenza. I due famosi attori diventano così proprietari di 600 ettari all’epoca (oggi circa 1000 ettari) nelle due denominazioni di Côtes-de-Provence e Coteaux-Varois-en-Provence.

Inizialmente la gestione della produzione rimane all’ingegnere agronomo Laurence Berlemont, che segue l’attività del domaine dal 1998. Ma ben presto la famiglia Perrin entra in scena. Già famosi nella Valle del Rodano per il loro Château de Beaucastel, nella denominazione Châteauneuf-du-Pape, i membri della famiglia Perrin possiedono una tenuta anche in California, ben nota agli attori hollywodiani.

 

Miraval
© Miraval

 

Così quando Marc Perrin propone di acquistare il 50% della proprietà e occuparsi di produzione, distribuzione e commercializzazione, mentre gli effettivi proprietari restano Pitt e Jolie, la proposta viene subito accettata. I Perrin vinificano la loro prima vendemmia nel 2012, che subito viene apprezzata da Wine Spectator. Il successo è ufficialmente decretato.

A questo punto nuovi lavori hanno inizio, seguendo la volontà di una modernizzazione di tutta la filiera.

 

Il vigneto di Miraval, una modernizzazione all’insegna della valorizzazione del terroir

Miraval è una delle poche proprietà a possedere la sua propria valle. Questa si estende su 4 chilometri da Ovest ad Est. Qui le vigne si trovano mediamente a 350 metri di altitudine. Con giorni caldi e notti fresche, il clima conferisce alle uve la freschezza e l’equilibrio di cui hanno bisogno. I terreni calcarei e la generosa esposizione al sole sono alleati indispensabili per ottenere uve bianche tese e uve rosse profumate.

Correns è un villaggio risolutamente rivolto alla sostenibilità: la quasi totalità dei viticoltori sono in regime biologico da decenni. E il vigneto di Miraval, a sua volta, si fa ambasciatore di questa viticoltura rispettosa dell’ambiente.

 

Miraval
© Miraval

 

Purtuttavia il vigneto di Miraval è stato oggetto di una ponderata riconsiderazione. Obiettivo? Applicare un moderno know-how ad un terroir naturalmente eccezionale.

Le varietà tipiche della Provenza vi sono già coltivate: Cinsault, Mourvèdre, Syrah, Rolle, Grenache, Tibouren… Ma si decide di fare di più. Nel nord della tenuta, a 500 m d’altitudine, una parcella di terra vergine di 4 ettari viene dissodata e ripulita da tonnellate di pietre, per prepararla alla messa a dimora del Pinot Nero. Si prevede di trarre del vino da queste viti a partire dal 2029. I Cabernet Sauvignon sono invece estirpati, perché considerati come deludenti. Una parcella di Syrah, dopo aver constato una frequente mancanza di acidità, è oggetto di un lavoro di terrazzamento con pietre, che, grazie al loro potere riflettente, alzano la temperatura in vigna.

 

Dalla vigna alla cantina, alla bottiglia, passando per l’arte: Miraval un prodotto culturale

Anche la tinaia subisce un ammodernamento. Oggi, accanto ai tini in acciaio inox, dispone di una serie di tini in cemento a forma di uovo. Questi particolari tini permettono di ottenere vini purissimi, floreali, con una bella bocca carnosa e un finale calcareo.

La vecchia tinaia, ormai considerata non più adatta alla produzione di vini di grande qualità, è stata trasformata in un atelier di scultura. Si profila inoltre lo sviluppo di atelier di scrittura di sceneggiature. Si tratta, insomma, di un progetto a tutto tondo, che va a toccare diversi campi di produzione di cose belle (dalla musica, all’arte, al vino…). Miraval propone così la visione di un vino come un prodotto culturale.

 

Miraval
© Miraval

 

La cuvée Miraval di Miraval, con il suo background e la sua bottiglia ben riconoscibile, è infatti rapidamente divenuta un’icona. Cinsault, Grenache, Rolle e Syrah vendemmiati al mattino e diraspati. La Syrah è vinificata tramite “saignée”, mentre gli altri vitigni sono oggetto di pressatura diretta. Vinificato in acciaio (95%) e in fusti (5%), con batonnage, Miraval esprime un fruttato fresco e primaverile. Arioso, complesso, equilibrato, sviluppa note saline e minerali.

Miraval si è dunque lanciato nell’era moderna e ha portato con sé lo spirito del buon vivere provenzale.