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Veneto

Il Veneto è una regione viticola del nord-est d'Italia, estesa tra le Alpi orientali e il litorale adriatico. I suoi rilievi offrono un ambiente ideale per la coltura della vigna. Il Veneto, culla di numerose e rinomate denominazioni come la celebre Valpolicella, sola DOC italiana a rivaleggiare con il Chianti toscano. Altrettanto per l'Amarone della Valpolicella, con vini frutto del tipico metodo dell'appassimento o il Prosecco.

Il Veneto è la prima regione viticola italiana in termini di produzione e rappresenta circa il 25% dell'intera produzione nazionale. Allo stesso tempo è la seconda regione viticola italiana a possedere il più alto numero di più DOCG - dopo il Piemonte - e presenta una grande varietà di vitigni autoctoni. È una regione dinamica e appassionante, che dà vita a vini d'eccezzione, la cui reputazione, già indiscussa, non fa che aumentare sulla scena internazionale.

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Masi : Vaio Armaron 1988
 T.T.C.Una cassa di 3 Bottiglie (75cl)
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Masi : Vaio Armaron 1990
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Masi : Costasera 1988
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Masi : Costasera 1990
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Masi : Costasera 1997
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Cesari : Bosan 1997
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Cesari : Bosan 2000
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Giuseppe Quintarelli : Rosso del Bepi 2008
Veneto - Veneto - Rosso
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Cesari : Bosan 1998
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Cesari : Bosan 2006
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Cesari : Bosan 2008
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Cesari : Bosan 2009
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Cesari : Bosan 2007
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Masi : Vaio Armaron 2012
 T.T.C.Una cassa di 6 Bottiglie (75cl)
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Masi : Vaio Armaron 2011
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Masi : Costasera 2013
 T.T.C.Un cartone di 6 Bottiglie (75cl)
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Bisol : Cartizze Dry 2017
 T.T.C. T.T.C.Un cartone di 12 Bottiglie (75cl)
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Bisol : Cartizze Dry 2018
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Villa Sandi : Vigna la Rivetta
 T.T.C. T.T.C.Un cartone di 12 Bottiglie (75cl)
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Bisol : Cartizze Dry 2015
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Bisol : Cartizze Dry 2016
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Veneto, una regione viticola di fama internazionale

Veneto come regione del vino per eccellenza. Alcuni dei vini più famosi d’Italia provengono da qui, sia per quanto riguarda i vini rossi che i bianchi. I nomi dell’Amarone della Valpolicella e del Prosecco risuonano ormai in tutto il mondo.

Veneto, paradiso della viticoltura 

Con una storia che risale almeno al periodo etrusco, la viticoltura in Veneto gode di una lunghissima tradizione. Durante il medioevo la potenza commerciale di Venezia ha favorito enormemente l’esportazione dei vini veneti. Da non dimenticare è l’apporto dei vetrai di Murano, che con la produzione di bottiglie e bicchieri di vetro soffiato, sostituiscono progressivamente i meni nobili contenitori di ceramica, argento o peltro. È inoltre a Conegliano che viene fondata la prima scuola enologica d’Italia, nel 1876.

 

Veneto
Bisol © Mattia Mionetto

 

Nella regione si ha un’estrema varietà di ambienti geografico-climatici vocati alla viticoltura. Ricca di fiumi e laghi, la superficie della regione è occupata per il 60% da pianura, mentre il 26% è costituito da una zona montuosa e il 14% da colline. Nello spazio di meno di 20.000 km2 si incontra una varietà incredibile di climi. A nord, nelle Dolomiti il clima è quello alpino. La costa Adriatica, a est, e le sponde del Lago di Garda, a ovest, godono di un clima mediterraneo. Il Lago di Garda infatti crea un microclima speciale, con inverni miti ed estati molto calde, adattissimo anche alla coltivazione delle olive e dei limoni. Sulla fascia dei rilievi prealpini e i due gruppi dei Colli Berici e dei Colli Euganei, che si ergono solitari nel mezzo della Pianura Veneta, il clima è mite. Nella Pianura il clima è tipicamente continentale. Questa estrema varietà morfologico-climatica si rispecchia in un territorio che offre un altrettanto vasto specchio di possibilità viticole.

 

Il Veneto, i suoi vitigni e i suoi grandi vini

I vini rossi del Veneto

 

Carte Veneto
© Millésima

 

Partendo dai vini rossi è impossibile non menzionare la zona della Valpolicella, che si trova a nord di Verona, tra il Lago di Garda e il fiume Adige. Questa è la zona dei vitigni autoctoni Corvina, Corvinone, Rondinella e Molinara che rientrano nell’assemblaggio dei grandi vini della zona, come il Valpolicella, il Valpolicella Superiore, il Valpolicella Ripasso, il Recioto e sua maestà l’Amarone della Valpolicella. Anche noto come semplicemente “Amarone”, si tratta di un vino particolare, perché frutto di un’elaborazione diversa dal solito. L’appassimento è una tecnica per cui le uve vengono fatte appassire, cioè disidratare, su graticci per 2-4 mesi, ottenendo così frutti molto concentrati.

Per saperne di più sulla denominazione Amarone della Valpolicella e il suo cuore storico, Amarone della Valpolicella Classico, segui il link all’articolo.

 

Veneto
© Bertani

 

Le stesse uve della Valpolicella si ritrovano anche nel Bardolino, più leggero dei vini della Valpolicella, a ridosso del Lago di Garda. Da menzionare almeno, anche la sua versione rosata, il Chiaretto di Bardolino, tipico della Riviera del Garda. Un altro vitigno autoctono è il Raboso, originario del Piave e diffuso al confine con il Friuli. Molto coltivati sono anche vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon e Merlot.

 

I vini bianchi del Veneto

I vitigni autoctoni bianchi più famosi invece si identificano nella Garganega (la sua denominazione di riferimento è senza dubbio il “vulcanico” Soave DOC), il Trebbiano di Soave e il Glera. Quest’ultimo è all’origine delle bollicine del celeberrimo Prosecco, che tra le colline del trevigiano trova la sua patria.

 

Veneto
© Villa Sandi

 

Se il Prosecco tout court si produce in una vasta area del Veneto e in parte in Friuli, tra Asolo e Conegliano si trovano le due zone del Prosecco DOCG, separate dal fiume Piave. Su appena 107 ettari tra le colline più scoscese di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol, nel comune di Valdobbiadene, si trova il Cartizze, il cru del Prosecco. Scopri di più sui più pregiati spumanti della DOCG Valdobbiadene e sulla loro elaborazione, seguendo il link all’articolo. Qui invece scoprirai tutte le differenze tra gli spumanti Franciacorta e gli spumanti Prosecco.

 

Il Veneto, il Prosecco e l’ambiente: la qualità e la sostenibilità all’ordine del giorno

I vini del Veneto non sono soltanto motivo di orgoglio per la regione in sé stessa, ma anche traino per l’intera economia del vino in Italia e soprattutto all’estero. Il Veneto è una delle regioni che producono i volumi più importanti in Italia, e il Prosecco è di gran lunga il vino più prodotto in assoluto, con più di 3 milioni di ettolitri all’anno.

 

Veneto
© Adami

 

 

Quantità non è necessariamente sinonimo di qualità. Una valanga di bottiglie frutto della produzione di massa e non qualitative, infatti, ha invaso in particolare il mercato americano. Oltre al danno d’immagine, la coltivazione estensiva e dissennata del vitigno Glera è anche causa di seri danni alla biodiversità della regione.

Per queste ragioni è ormai da tempo in atto un’operazione che coinvolge i produttori di Prosecco più coscienziosi. I livelli qualitativi sono strettamente sorvegliati da un rigido disciplinare e una precisa nomenclatura. Considerando un’immaginaria piramide, abbiamo alla base il Prosecco DOC, si trova poi il Prosecco DOC Treviso, poi vi si trovano le DOCG Asolo Prosecco DOCG e Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG. Passi in avanti vengono fatti anche a livello ambientale, infatti dal 1 gennaio 2019 entra in vigore il divieto di utilizzo di glifosate e di tutti i diserbanti, eccetto quelli di origine naturale e biologica nella DOCG di Conegliano Valdobbiadene. Laboratorio di sostenibilità, questa DOCG ha l’obiettivo è di sensibilizzare al tema e, un giorno, diffondere massicciamente la viticoltura biologica. Un bell’esempio è dato da Villa Sandi, nelle colline trevigiane, con il suo progetto Villa Sandi for Life. Questa cantina infatti provvede a buona parte del suo fabbisogno energetico con risorse interne (centrale idroelettrica e sistema fotovoltaico), coopera ad attività di ricerca con l’Università di Padova ed è certificata Biodiversity Friend da WBA (World Biodiversity Association).

 

Veneto
© Villa Sandi

 

Nel 2019 giunge l’iscrizione al Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, come “paesaggio culturale”. La classificazione UNESCO giocherà senz’altro un ruolo importante nella strada verso la sostenibilità.

Scoprire e riscoprire i grandi vini veneti

Zoom sulla DOCG Amarone della Valpolicella Classico

Ecco alcuni consigli per scoprire o riscoprire i più grandi vini veneti. Per quanto riguarda l’Amarone della Valpolicella Classico DOCG – questo vino rosso, corposo, concentrato, strutturato, complesso e incredibilmente longevo – esistono alcuni punti di riferimento della denominazione veramente imperdibili. Uno dei più grandi specialisti dell’Amarone è senza dubbio Tommasi. Pur possedendo diversi terreni vocati alla viticoltura in tutta Italia, il cuore storico dell’azienda Tommasi è la Valpolicella Classica, dove vi coltiva 105 ettari di vigneti. Da provare il suo Amarone della Valpolicella Classico.

 

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© Giuseppe Quintarelli

 

Uno dei brand a cui maggiormente si deve il successo dell’Amarone negli Stati Uniti è Allegrini, una famiglia che possiede terreni in Valpolicella dal XVI secolo. Frutto di una proprietà attenta alle più moderne tecniche viticole ed enologiche, l’Amarone della Valpolicella Classico di Allegrini testimonia allo stesso tempo di un antico know-how. Citiamo infine almeno un’altra proprietà da lungo tempo radicata nella Valpolicella, Masi Agricola, guidata dal XVIII secolo dalla famiglia Boscaini. Il suo Vaio Armaron ha la particolarità di trascorrere 6 mesi in fusti di ciliegio, prima di passarne altri 30 in legno di rovere. E per degustare al meglio un calice di Amarone la tradizione consiglia spezzatini e brasati, senza dimenticare i formaggi stagionati.

 

Zoom sulla DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

Per quanto riguarda invece le bollicine venete, l’altro polo di maggior pregio della regione, il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG vanta una serie di “must try” imperdibili. Bisol, un nome una leggenda, offre con il suo Prosecco Cartizze il suo top di gamma. Una “viticoltura eroica” viene praticata su terreni scoscesi dove risulta impossibile qualunque tipo di meccanizzazione del lavoro. Tra i migliori produttori di Prosecco Cartizze troviamo anche Adami, una tenuta incastonata in un anfiteatro naturale formato dalle “Rive” (i versanti scoscesi) di Valdobbiadene. Infine, un’azienda che si distingue per il suo approccio moderno e innovativo è Mionetto. Da provare anche i suoi millesimati Brut Rive di Santo Stefano.

 

Veneto
Bisol © Mattia Mionetto

 

Benché sia senza alcun dubbio il re indiscusso dell’aperitivo, il Prosecco si presta ad accompagnare tutta la lunghezza del pasto, grazie alla varietà del suo residuo zuccherino. Un Brut (0-12 g/l) si apprezzerà su pesce, verdure, primi o secondi di mare. Un Extra Dry (12-17 g/l) si adatta ai legumi e ai sughi di carne delicati o alla carne bianca. Un Dry (17-32 g/l), infine, si presta con la sua nota abboccata, agli abbinamenti con i dessert, ma anche, per chi ama osare, con cibi piccanti e speziati.

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