Dal 1910, la Maison di Mareuil-sur-Aÿ pone il pinot noir al centro della propria filosofia. Freschezza, precisione e carattere: ogni cuvée è un’espressione fedele e distintiva della Grande Vallée de la Marne.
Cuvée di carattere guidate dal pinot noir
Royale Réserve: la porta d’ingresso allo stile Philipponnat
Assemblaggio di pinot noir, chardonnay e pinot meunier, Royale Réserve rappresenta la porta d’ingresso allo stile Philipponnat. La sua chiarezza aromatica e la struttura finemente cesellata riflettono immediatamente la visione guida della maison. Imbottigliata come brut, questa cuvée multi-vintage integra una generosa proporzione di vini di riserva affinati in legno. Costanza, note di frutta bianca e un finale salino delineano uno champagne singolare.
Clos des Goisses: l’espressione di un terroir eccezionale
Nato da un vigneto di 5,83 ettari piantato su una pendenza del 45° con piena esposizione a sud, Clos des Goisses è prodotto solo nelle annate migliori. Il gesso affiorante e l’insolazione eccezionale conferiscono alle uve un livello di maturazione raro in Champagne.
L’assemblaggio combina circa il 70% di pinot noir con chardonnay, parzialmente vinificato in legno e imbottigliato come extra-brut. Ampiezza, carattere gessoso e tensione definiscono un vino di notevole longevità.
La gamma comprende anche un Clos des Goisses Juste Rosé e un Clos des Goisses Long Vieillissement.
Clos des Goisses figura tra gli champagne da singolo vigneto più ricercati al mondo, regolarmente acclamati dalla critica internazionale. Il suo straordinario potenziale di invecchiamento lo rende al tempo stesso un vino da collezione e da gastronomia.
Cuvée parcellari e di prestigio: l’arte del luogo
Con La Rémissonne, Le Léon, Les Cintres e la Cuvée Parcellaire Mareuil-sur-Aÿ, Philipponnat esprime la propria filosofia dei vigneti singoli attraverso quattro interpretazioni distinte, ciascuna legata a un lieu-dit storico della tenuta. Queste cuvée confidenziali riflettono una lettura meticolosa del vigneto, dove ogni parcella afferma la propria tipicità.
La cuvée 1522, disponibile come Grand Cru, Grand Cru Long Vieillissement e 1er Cru Rosé, rende omaggio all’anno in cui la famiglia si stabilì in Champagne. Realizzata a partire dalle migliori selezioni, incarna l’apice stilistico della maison.
La gamma si articola inoltre attorno alla Réserve Perpétuelle (Brut e Non Dosé), alla Réserve Millésimée L.V., a una notevole collezione di Blancs de Blancs (Extra-Brut, Grand Blanc, Grand Blanc Long Vieillissement), a un Blanc de Noirs accompagnato dal suo elegante cofanetto con caraffa, nonché a due rosé d’eccezione: Rosé Brut e Royale Réserve Rosé.
Cinque secoli nel cuore della Champagne
Mareuil-sur-Aÿ, radici storiche e sede della maison
Adagiato sulla riva sinistra della Marna, tra Aÿ ed Épernay, il villaggio di Mareuil-sur-Aÿ ospita la sede di Philipponnat fin dalla sua fondazione. Le sue cantine del XVIII secolo, scavate nel gesso sotto l’antico château, ne costituiscono il nucleo storico.
Da Apvril Le Philipponnat alla fondazione della maison
La storia ha inizio nel 1522, quando Apvril Le Philipponnat, capitano al servizio di Francesco I, ricevette terre ad Aÿ in riconoscimento del suo coraggio nella battaglia di Marignano. La famiglia mise così radici nel vigneto della Champagne.
Sotto il Secondo Impero, la famiglia Philipponnat si dedicò pienamente alla produzione e al commercio di champagne. La svolta decisiva avvenne nel 1910: Auguste e Pierre fondarono la loro società e acquisirono le storiche cantine di Mareuil-sur-Aÿ, dando all’azienda familiare una nuova dimensione commerciale.
Venticinque anni dopo, Pierre realizzò l’acquisizione che avrebbe trasformato il destino della maison: Clos des Goisses, un vigneto recintato di 5,83 ettari arroccato sui pendii che dominano la Marna.
Charles Philipponnat, artefice di un rinnovamento esigente
Dal 2000, Charles Philipponnat guida la direzione della maison. Nipote di Auguste e figlio di René (che dedicò quarant’anni della sua carriera come chef de cave presso Moët & Chandon), incarna la profondità di un’eredità familiare radicata nell’arte della Champagne.
Dosaggi più contenuti, sviluppo di cuvée parcellari, affinamenti prolungati: ogni decisione sotto la sua guida riflette una ricerca di autenticità. La Maison Philipponnat ha così guadagnato in rigore e precisione, al servizio costante dell’identità del suo terroir.
Venti ettari tra pendii gessosi e Grands Crus
Un terroir di pendii e mineralità
Il vigneto si trova nel cuore della Grande Vallée de la Marne, su pendii classificati come Premiers e Grands Crus. Il gesso campaniano, onnipresente nel sottosuolo, assicura un drenaggio naturale e conferisce la marcata mineralità che definisce la firma Philipponnat.
Al Clos des Goisses, il terroir raggiunge la sua espressione più intensa. La pendenza del 45° offre un’esposizione pienamente meridionale unica in Champagne. Il termine “Goisses”, derivato dall’antica parola champenoise “gois”, indica proprio un pendio ripido: il sito porta la sua identità nel nome.
In alcuni punti il gesso affiora in superficie e rilascia il calore accumulato durante il giorno. Questa configurazione produce uve di concentrazione non comune per la regione, dove potenza solare e freschezza minerale interagiscono in armonia.
Superficie e denominazioni nel cuore della Champagne
La tenuta comprende venti ettari di vigneti di proprietà, distribuiti nei comuni di Aÿ, Avenay-Val-d'Or, Mareuil-sur-Aÿ e Mutigny. Queste parcelle, classificate come Premiers e Grands Crus, costituiscono la spina dorsale degli assemblaggi.
Ulteriori approvvigionamenti dalla Côte des Blancs, dalla Vallée de la Marne e dalla Montagne de Reims ampliano la palette e forniscono la diversità necessaria per gli assemblaggi.
Il pinot noir come filo conduttore
Vitigno emblematico, il pinot noir è la pietra angolare dello stile Philipponnat. Dominante nella maggior parte delle cuvée, apporta struttura, vinosità e il carattere deciso che distingue la maison.
Lo chardonnay svolge un ruolo complementare, contribuendo con finezza e luminosità. Il pinot meunier, presente in alcune cuvée, apporta equilibrio alle cuvée multi-vintage grazie alla sua rotondità fruttata.
Viticoltura di precisione e rispetto dei sistemi viventi
Il lavoro in vigna segue un approccio parcellare e riflessivo. Un filare su due è inerbato per regolare le rese e stimolare l’attività biologica dei suoli. La potatura a cordone di Royat, praticata in tutta la tenuta, garantisce una maturazione omogenea delle uve.
Al Clos des Goisses, la pendenza estrema richiede una gestione interamente manuale. Ogni intervento, dalla lavorazione del suolo alla sfogliatura, esige un’attenzione particolare dettata dalla topografia.
Tutta la vendemmia è effettuata a mano, parcella per parcella, in base a livelli di maturazione valutati individualmente. Questo rigore, attento ai ritmi naturali, mira a preservare in ogni acino l’impronta del suo terroir.
Cantine storiche al servizio di una vinificazione senza compromessi
Fin dall’arrivo delle uve, una logica parcellare guida ogni fase. La pressatura è effettuata in piccoli lotti; vengono conservate solo le prime due frazioni di pressa, a garanzia di purezza e finezza.
Da Philipponnat, una parte dei vini è affinata in legno, con proporzioni accuratamente calibrate per esaltare la complessità aromatica senza mascherare il frutto. La fermentazione malolattica è sistematicamente evitata, una scelta audace che preserva l’acidità naturale e conferisce alle cuvée la loro caratteristica tensione.
Nelle cantine storiche scavate sotto l’antico château di Mareuil, le bottiglie riposano a lungo sui lieviti, nella freschezza costante del gesso. Il dosaggio, volutamente contenuto, prosegue questo impegno volto a rivelare la purezza del terroir. Ogni cuvée Philipponnat reca la firma di una vinificazione al servizio del luogo, in tutto il suo rigore.