Il nome incuriosisce, e la storia che lo accompagna è altrettanto affascinante
Per gli abitanti della Bourgogne, “Mont Chauve” non è altro che il soprannome secolare della collina di Montrachet. È qui che Francine Picard, erede di una delle più antiche famiglie vitivinicole della Bourgogne, ha scelto di scrivere la propria partitura, guidata da una convinzione incrollabile: lasciare che i luoghi si esprimano da soli.
Bianchi di grande precisione e rossi delicati nel cuore della Côte de Beaune
Bourgogne e Hautes-Côtes de Beaune: purezza e precisione
Bourgogne Chardonnay e Bourgogne Aligoté offrono una splendida introduzione allo stile della tenuta: riflettono fedelmente una filosofia di precisione applicata a ogni parcella. La freschezza è vibrante, il frutto nitido, con grande purezza e precisione.
Bourgogne Pinot Noir e i rossi Hautes-Côtes de Beaune esprimono il carattere della tenuta con lo stesso rigore. Frutti rossi brillanti, tannini delicati, texture setosa: questi vini seducono per la loro chiarezza e la loro espressione aromatica diretta.
Saint-Aubin Premier Cru: la grazia di un terroir notevole
Saint-Aubin resta, per molti appassionati, uno dei segreti meglio custoditi della Côte de Beaune. Le Charmois, Pitangerets ed En Remilly in bianco danno vita a Chardonnay di straordinaria precisione, tesi, minerali, con quel finale salino che distingue i terroir davvero singolari. Meno opulenti rispetto ai vicini di Chassagne o Puligny, compensano con una vivacità e una tensione che conferiscono loro un fascino molto distintivo.
Le espressioni rosse di Saint-Aubin, Le Charmois, Pitangerets e Les Frionnes, rivelano un Pinot Noir di grande finezza. Leggermente estratti e delicati, mostrano aromi di frutti rossi freschi arricchiti da sottili note floreali, con una trama gustativa finemente sfumata.
Chassagne-Montrachet, village e Premier Crus: vini d’eccezione
Chassagne-Montrachet è il territorio privilegiato di Au Pied du Mont Chauve, con una gamma di Premier Crus tra i più ricercati dell’appellazione: Les Chenevottes, Les Caillerets, Clos Saint Jean, Les Macherelles, Les Vergers, La Maltroie, Les Chaumées. I bianchi rivelano un’ampiezza aromatica notevole, unendo la tipica densità di Chassagne a una freschezza che garantisce un eccellente potenziale di invecchiamento.
La tenuta produce anche rossi di rara eleganza, in particolare il Premier Cru Les Chaumées e il village Concis des Champs. Elaborati con la stessa attenzione alla purezza del terroir che guida tutta la produzione, offrono una bocca setosa, tannini fini e un frutto di straordinaria purezza.
Puligny-Montrachet Premier Crus: la quintessenza dello Chardonnay di Bourgogne
La Garenne e Les Demoiselles, i due Premier Crus di Puligny-Montrachet presenti nella gamma, incarnano il meglio che lo Chardonnay della Côte de Beaune possa offrire. Finezza e profondità si intrecciano con un’eleganza naturale, sostenute dalla tensione minerale tipica dell’appellazione. Vini di grande purezza, la cui complessità si dispiega pienamente dopo alcuni anni in cantina.
Les Demoiselles, climat eccezionale confinante con Chevalier-Montrachet, produce uno dei bianchi più compiuti della tenuta. Il suo naso delicato, con note di fiori bianchi, agrumi e nocciola tostata, precede un palato pieno e preciso, sostenuto da una struttura che garantisce equilibrio e persistenza aromatica. Un vino che premia l’attesa.
Corton Grand Cru "Clos des Fiètres": il vertice della gamma rossa
Unico Grand Cru rosso della selezione, Corton "Clos des Fiètres" rappresenta il culmine di una gamma costruita sulla precisione. Proveniente da una delle appellazioni più nobili della Côte de Beaune per il Pinot Noir, unisce la potenza strutturale tipica di Corton allo stile delicato che caratterizza tutta la produzione. Un vino da invecchiamento, la cui espressione si rivela nel tempo.
Una storia di famiglia ai piedi della collina più iconica della Bourgogne
Chassagne-Montrachet, nel cuore di un trio di villaggi eccezionali
Situata nel cuore della Côte de Beaune, la tenuta si estende su tre villaggi vitivinicoli di primo piano: Chassagne-Montrachet, Puligny-Montrachet e Saint-Aubin, con una presenza anche nel Grand Cru Corton.
Michel Picard, Francine Picard: due generazioni, un’unica ricerca dell’eccellenza
Fondata nel 1951 da Louis Félix Picard, il Domaine Famille Picard ha sede a Chassagne-Montrachet. All’inizio, la tenuta copriva appena 2 ettari di vigne nel comune di Chagny. Suo figlio Michel lo raggiunse da adolescente, lasciando la scuola a 15 anni per dedicarsi completamente al lavoro accanto al padre. Nel corso degli anni, ampliò pazientemente la proprietà acquisendo alcune delle migliori parcelle della Côte de Beaune.
Oggi, la tenuta si estende su 140 ettari di vigneti, distribuiti tra la Côte Chalonnaise e la Côte de Beaune attraverso quattro proprietà distinte. Tra queste, la tenuta Au Pied du Mont Chauve, interamente gestita da Francine Picard, porta avanti con passione l’eredità familiare.
Un vigneto di straordinaria precisione
Una geologia che racconta il luogo
La Côte de Beaune poggia su una geologia particolarmente complessa. La collina di Montrachet, nota come “Mont Chauve”, è composta da strati di calcare oolitico, argilla e marne, la cui natura varia in base all’altitudine e all’esposizione di ogni parcella.
Questa base geologica conferisce ai vini le loro caratteristiche più distintive: una mineralità marcata, una tensione naturale nei bianchi e una trama setosa nei rossi. Francine Picard traduce questa lettura geologica nel lavoro in vigna con estrema cura. Au Pied du Mont Chauve non vinifica appellazioni, ma luoghi—ed è proprio in questa sfumatura che risiede l’essenza del suo approccio.
Chardonnay e Pinot Noir come emblemi
La tenuta si estende su 35 ettari di vigne distribuiti su una ventina di climats, dalle appellazioni regionali fino al Grand Cru Corton. Chardonnay e Pinot Noir costituiscono la maggior parte della produzione, accanto all’Aligoté.
Un vigneto con viti di età media intorno ai cinquant’anni, la cui maturità radicale contribuisce direttamente alla profondità dei vini.
La biodinamica come bussola, la vita come strumento
La viticoltura biodinamica guida tutto il lavoro in vigna: queste pratiche mirano a stimolare la vita microbica del suolo e a rafforzare la vitalità naturale delle viti, secondo una logica di armonia tra l’ambiente e ciò che produce.
L’aratura è effettuata con il cavallo su alcune parcelle, preservando la struttura del suolo senza compattazioni meccaniche. La vendemmia è esclusivamente manuale, con una rigorosa selezione in vigna seguita da un secondo controllo all’arrivo in cantina, per trattenere solo le uve conformi agli standard esigenti della tenuta.
Una vinificazione pensata per rivelare la purezza del terroir
Lo Chardonnay viene raccolto in cassette e pressato a grappolo intero con una pressa pneumatica. Il mosto viene chiarificato naturalmente in vasche di acciaio inox prima di essere trasferito direttamente in barrique, dove avviene la fermentazione alcolica secondo la tradizione borgognona. Un lungo affinamento sui lieviti, in parte in legno, conferisce poi la texture e la profondità caratteristiche dei bianchi della tenuta.
I rossi seguono un approccio diverso, fedele alla singolarità del terroir: Pinot Noir diraspato al 100%, vinificato in tini aperti termoregolati con un metodo che privilegia l’infusione rispetto all’estrazione. Tannini setosi, frutto preservato: questa disciplina spiega la consistenza unica di questi vini. L’affinamento in barrique borgognone, con una moderata percentuale di legno nuovo, ne affina ulteriormente il profilo.