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Vini alsaziani

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I vini dell'Alsazia provengono da dei terroirs eccezionali, i quali apportano ai vini una forza espressiva ed un'autenticità particolare. I vitigni più nobili d'Alsazia sono il Riesling, il Gewürztraminer, il Pinot Gris ed il Moscato. I vini d'Alsazia sono classificati in funzione della qualità del loro terroir ed in funzione delle regole di produzione restrittive che vi sono applicate. AOC Alsace, Grand Cru o Crémant, diverse menzioni e vitigni: una classificazione unica!Mostra di più


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Vini alsaziani, tanti vitigni per una prestigiosa regione viticola francese

Riesling, Gewurztraminer, Muscat… questi e molti altri sono i vitigni che hanno reso celebri i vini alsaziani, con i loro profili così caratteristici. Regione dai mille terroir e dal clima privilegiato, l’Alsazia dà origine a vini straordinari.

Vini alsaziani, bottiglie, alsazia

La storia dei vini alsaziani: un vigneto di confine

I vini alsaziani sono tra i vini bianchi più famosi di Francia. La regione, al confine con la Germania, offre da sempre un terroir estremamente vocato alla viticoltura. Questa sembra infatti risalire al periodo in cui la regione è occupata dai Romani, che avrebbero portato la vigna durante le loro conquiste. È a partire dall’epoca merovingia e carolingia però che la viticoltura si espande, essendo questi re grandi consumatori del vino della regione. Prima dell’anno Mille, 160 località alsaziane coltivano la vite.

Durante il Medioevo la produzione dei vini alsaziani conosce un altro grande balzo in avanti, soprattutto grazie all’opera degli ordini monastici più attivi a livello di agricoltura. Nel XVI secolo il vigneto alsaziano raggiunge il suo massimo sviluppo, estendendosi su una superficie doppia a quella attuale. Ancora oggi sono visibili le tracce di questo periodo dorato lungo la Strada dei vini d’Alsazia. Attraversando il vigneto longitudinalmente per 170 km, questa via dell’enoturismo francese tocca villaggi e castelli, testimonianza di un’epoca ricca e fiorente. Al periodo del Rinascimento risale inoltre un primo tentativo di regolarizzare i vini locali, come la decisione collettiva dell’inizio ufficiale della vendemmia e la definizione dei vitigni da piantare. I vini alsaziani sono ormai estremamente rinomati e prestigiosi.

 

alsazia
© Maison Trimbach

 

È la Guerra dei Trent’anni nel XVII secolo a interrompere bruscamente la crescita del vigneto alsaziano. La Rivoluzione francese, poi, e ancora le campagne napoleoniche: guerre, fame e peste decimano la popolazione e quasi tutte le vigne vengono distrutte. In seguito, faticosamente, la vigna si ricostituisce fino a raggiungere un’estensione di 30.000 ettari nel 1828. In ragione della sua prossimità al confine, dopo la sconfitta della Francia nella guerra franco-tedesca del 1870, l’Alsazia viene ceduta alla Germania. Durante questo periodo nella regione viene privilegiata una viticoltura di quantità più che una di qualità. Dopo la crisi della fillossera e della peronospora, il vigneto alsaziano si rimpicciolisce fino a meno di 10.000 ettari.

Con il Trattato di Versailles, dopo la Prima guerra mondiale, l’Alsazia ritorna territorio francese. Al giorno d’oggi il vigneto alsaziano si estende su una superficie di circa 15.500 ettari, una taglia relativamente modesta rispetto ad altre zone francesi (circa un settimo del vigneto di Bordeaux e un quinto della Valle del Rodano). Nel 1962 l’Institut National des Appellations d’Origine Contrôlées riconosce la denominazione Alsace.

 

I due fattori unici del vigneto d’Alsazia: suoli e microclima

Il vigneto dell’Alsazia si sviluppa in una stretta fascia orientata da nord/nord-est a sud/sud-ovest, a 500 chilometri a est di Parigi, incastonata fra il Massiccio dei Vosgi e la pianura del Reno. Le estremità toccano a nord Wissembourg sulla frontiera franco-tedesca (dipartimento del Basso Reno) e a sud Leimbach vicino a Thann (dipartimento dell’Alto Reno). La maggioranza dei vigneti si trovano nell'Alto Reno, dove beneficiano di una migliore esposizione ai raggi del sole.

 

alsazia
© Maison Hugel

 

Un mosaico di suoli

Circa 50.000 anni fa il massiccio renano affonda, dapprima lentamente, poi più brutalmente, dando vita all’attuale pianura del Reno. Questi affondamenti successivi hanno messo in luce l’estrema diversità degli strati geologici, resa ancora più complessa dai depositi marini e fluviali e il lavorio d’erosione.

Oggi i terroir del vigneto Alsaziano si possono suddividere in tre unità morfo-strutturali:

  • I costoni dei Vosgi, che contano suoli granitici e gneissici, scistosi, vulcano-sedimentari e arenari;
  • Le colline sotto-vosgiane, che contano una straordinaria varietà di suoli, dai calcarei, ai marno-calcarei, ai marno-arenari, marno-calcarei-arenari, calcarei-arenari e argillo-marnosi;
  • La pianura alluvionale del Reno, dove troviamo suoli colluviali e pedemontani, alluvionali e di loess e lehm.

 

Un clima ideale

Oltre a un vero e proprio mosaico di terreni, il terroir dell’Alsazia vanta un microclima privilegiato. La barriera naturale dei Vosgi protegge la regione dalle influenze oceaniche, accentuando la continentalità del clima (estati calde e inverni freddi). Inoltre i venti provenienti da ovest conducono le precipitazioni ad abbattersi sui monti, le quali poi scendono più debolmente sul vigneto. La pluviometria annuale estremamente debole, una delle più scarse di Francia, riduce il rischio di muffa e permette quindi di limitare i trattamenti della vigna. Infine, l’alternanza fra giornate calde e notti fresche è la condizione ideale per una maturazione lenta e un completo sviluppo degli aromi dell’uva.

 

I vitigni alsaziani

Al contrario di quanto accade in genere nelle altre zone viti-vinicole francesi, nei vini alsaziani il nome del vitigno è quasi sempre indicato in etichetta. Un’altra particolarità risiede nella forma stessa della bottiglia, la flûte d’Alsace, lunga e affusolata, senza spalla, in cui i vini alsaziani devono obbligatoriamente essere imbottigliati.

La grande varietà dei terroir è ideale per lo sviluppo di diversi vitigni e conferirgli quella complessità che gli è tipica. La stragrande maggioranza della produzione totale, 82%, riguarda vini bianchi, principalmente vini secchi, un 8% dona vini rossi e rosati e un 10% interessa vini spumanti. Tra i vitigni che si coltivano nella regione, un quartetto ha diritto alla denominazione di “vitigni nobili”: Riesling, Muscat, Pinot Gris e Gewurztraminer.

 

alsazia
© Josmeyer

 

Riesling

Il Riesling è il re del vigneto alsaziano, il più aristocratico e longevo. Donando un vino da gastronomia e dal bouquet floreale e minerale, può sviluppare a volte una nota di petrolio, è uno dei migliori vitigni bianchi al mondo.

 

Gewurztraminer

Il Gewurztraminer uno dei vitigni più celebri della regione, con la sua innegabile riconoscibilità. Letteralmente significa “speziato” e il suo nome fa riferimento alla sua palette aromatica complessa e intensa, sui fiori, i frutti e le spezie.

 

Muscat d’Alsace

Anche noto come Muscat Blanc à Petits Grains, è un vitigno molto aromatico, tutto teso all’espressione del frutto. A differenza delle sue varianti meridionali, questo moscato ha un gusto decisamente secco.

 

Pinot Gris

Tradizionalmente noto anche come Tokay Pinot Gris o Tokay d’Alsace, il Pinot Gris non ha in realtà nulla a che vedere con il vino ungherese. Corposo, rotondo, opulento, esprime aromi di sottobosco, a volte leggermente affumicati o floreali. Molto diverso dal Pinot Grigio che ritroviamo in Trentino.

 

Silvaner

Presentandosi in francese sotto la grafia Sylvaner, questo vitigno bianco fruttato e leggero dona vini molto gradevoli e beverini, dalla bella vivacità

 

Pinot Bianco

In francese Pinot Blanc, è morbido, delicato e fresco e morbido dona una vino molto gradevole.

 

Pinot Nero

In francese Pinot Noir, è il solo vitigno nero ammesso in Alsazia e si riflette in vini rossi o rosati piuttosto fruttati.

 

Chardonnay

Di introduzione recente, lo Chardonnay è principalmente utilizzato per la produzione di crémant.

 

Klevner, Auxerrois e Chasselas

Uve bianche che donano vini di qualità variabile, ma comunque interessanti, sono raramente utilizzate per produrre vini monovarietali e più spesso assemblate ad altre uve, in particolare il Pinot Bianco.

 

Leggere l’etichetta: la classificazione dei vini alsaziani

L’Alsazia è stata una delle ultime regioni francesi a rientrare nel sistema delle AOC, essendo questo parte di un serio processo di sviluppo e incremento della qualità dei vini alsaziani avviato negli ultimi decenni.

I vini Alsace AOC possono includere in etichetta il nome del vitigno con cui sono prodotti se si tratta di vini monovarietali. Oggi 51 terroir godono della denominazione Alsace Grand Cru AOC, delimitati da criteri geologici e climatici rigorosi, e rappresentano circa il 5% della produzione. Questi vini sono frutto esclusivamente dei quattro vitigni cosiddetti nobili. Infine ci sono i Crémant d’Alsace AOC, che sono i vini spumanti metodo classico della regione.

 

alsazia
© Maison Trimbach

 

Fin dal 1983 esistono inoltre due menzioni supplementari, che si applicano solo ai vini Alsace e Alsace Grand Cru provenienti dai vitigni nobili, solo nelle grandi annate. “Vendange Tardive” è la menzione che appare quando le uve sono state raccolte tardivamente in sovra-maturità (alcune bacche possono essere attaccate dalla muffa nobile). Ciò consente di ottenere uve particolarmente ricche in aromi e zuccheri. Attenzione, il risultato finale non sarà un vino dolce, ma piuttosto demi-sec. L’altra menzione aggiuntiva è “Sélection de grains nobles”, anche abbreviata come SGN, e si applica alle bacche raggiunte da Botrytis Cinerea, la famosa muffa nobile. La muffa, assorbendo l’acqua all’interno degli acini, li disidrata e quindi concentra naturalmente. Sono questi vini dolci, dalle note di frutta candita, dove l’albicocca secca è la nota tipica apportata dalla muffa nobile, capaci di pazientare lunghissimo tempo in cantina.

 

Lo stile dei vini alsaziani: la tensione e la complessità

Si tende a volte a pensare che, vista la vicinanza con la Germania, i vini alsaziani siano molto simili ai loro corrispettivi transrenani. È vero che molti vitigni sono utilizzati da un lato e dall’altro del Reno, in particolare il Riesling. In entrambe le regioni viti-vinicole, per quanto riguarda le vinificazioni, le botti di legno vengono poco utilizzate e in genere si evita la fermentazione malolattica (processo che riduce l’acidità).

Lo stile alsaziano e quello tedesco però differiscono sensibilmente per via della loro dolcezza. I vini alsaziani sono perlopiù secchi, e anche nei Vendange Tardive tutti gli zuccheri sono trasformati in alcol, restando in genere più corposi e leggermente più alcolici.

I vini alsaziani, provenendo da vitigni e terroir molto diversi, sono estremamente variegati e complessi, ma seguono il grande filo rosso della freschezza. La bell’acidità che si ritrova in genere nei vini alsaziani si traduce in una tensione precisa, che va ad equilibrarsi con la complessità aromatica.

 

alsazia
© Maison Trimbach

 

La maison Hugel, viticoltori dal XV secolo, installatisi a Riquewihr nel 1639 devastata dalla Guerra dei Trent’anni, è una delle tenute che hanno contribuito di più alla restaurazione del vigneto alsaziano nel dopoguerra. Le ultime generazioni hanno creduto molto nei grandi vini e nei vitigni nobili e sono Georges, Jean e André Hugel che hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale delle menzioni Vendange Tardive e Sélection de Grains Nobles. Un’altra antica maison che rappresenta il meglio dell’Alsazia è senza dubbio Trimbach, fondata nel 1626, con vini di grandissima qualità.

Il Domaine Marcel Deiss, fondato nel 1744, rappresenta una tendenza allo stesso tempo antica e oggi ripresa da certi viticoltori. Le vigne in Alsazia erano un tempo tradizionalmente coimpiantate e Marcel Deiss riprende questo sistema per donare più rilievo al terroir rispetto ai vari vitigni. Laddove oggi molti alsaziani mettono in primo piano la tipicità dei vitigni, per questo nuovo approccio tutto passa in secondo piano, perfino le proporzioni dei vitigni nei vini, per valorizzare solo il terroir.

Molti viticoltori in Alsazia si sono impegnati da anni ormai in regimi agricoli rispettosi dell’ambiente e il domaine Zind-Humbrecht ne è un esempio virtuoso, in viticoltura biodinamica fin dal 2000.

 

I vini alsaziani a tavola

Come abbinare i vini alsaziani, con tutta la loro complessità, al cibo? È, in effetti, in virtù della loro diversità che ogni vino trova il suo posto a tavola. Per esempio al momento dell’aperitivo si potrebbe cominciare con un Muscat d’Alsace, secco, leggero, sugli aromi di uva croccante. Con la sua freschezza e il suo lato fruttato – accordo sempre complicato – il Muscat d’Alsace può anche abbinarsi alla leggera amarezza degli asparagi. Altrimenti, alle verdure in generale si potrebbe abbinare un Pinot Bianco dal fascino discreto.

Il pesce si sposerà divinamente con i vitigni più minerali e iodati, come un gradevole Sylvaner o un raffinato Riesling. Sua maestà il Riesling è anche l’abbinamento per eccellenza con la tipica choucroute alsaziana. Con le carni in genere si può pensare a un Pinot Nero o a un Pinot Gris. I formaggi sono il posto d’onore per il Gewurztraminer, specialmente per quanto riguarda i formaggi dai sapori più forti. Questo vitigno si abbina meravigliosamente anche con piatti speziati, come nella cucina orientale.

Con i dessert, non c’è che da sbizzarrirsi con i Vendange Tardive, per i dolci meno zuccherati, e con i Sélection des Grains Nobles per torte, dolci, mousse… Questi saranno anche grandi vini da meditazione e da assaporare in purezza.