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Bisol

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L'azienda sorge nel cuore dell'Altamarca...
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Bisol, proprietà storica nelle aree più vocate del Prosecco Superiore

La famiglia Bisol ha fatto la storia del Prosecco. La sua tradizione è profondamente legata al territorio di Valdobbiadene. Una famiglia storica rappresentante del Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG, il più prestigioso.

Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG

Il Prosecco si produce in un vasto aerale che va dalla provincia di Treviso a quella di Trieste, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia. Attenzione però a non confondere la DOC con la DOCG e, al suo interno, il Prosecco Superiore. Se infatti la DOC è molto vasta, la DOCG si estende solo sui colli di Asolo, Conegliano e Valdobbiadene. È nel Conegliano Valdobbiadene che troviamo la crème de la crème, il Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG, cioè il famoso spumante.

 

Bisol
© Mattia Mionetto

 

Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG deve sottostare a regole molto specifiche. Queste ne salvaguardano l’autenticità e sono garanzia di una qualità ineccepibile. La tradizione, pur adattandosi ai cambiamenti, ha conservato l’identità inconfondibile di questo vino.

 

Bisol
© Paolo Spigariol

 

Nel 2019 le colline del Prosecco, quello buono, ottengono due importanti risultati. Innanzitutto in gennaio entra in vigore il divieto di utilizzo di glifosate e di tutti i diserbanti, eccetto quelli di origine naturale e biologica nella DOCG di Conegliano Valdobbiadene. Questo provvedimento la rende una delle più vaste aree al mondo con questo divieto attivo. Inoltre in luglio le colline di Conegliano e Valdobbiadene vengono inscritte nel Patrimonio UNESCO, come “paesaggio culturale” (come già i paesaggi vitivinicoli del Piemonte, Langhe-Roero e Monferrato nel 2014).

 

Cosa rende il terroir del Prosecco Conegliano Valdobbiadene così vocato alla viticoltura?

A ridosso delle colline e dei vigneti che l’hanno fatta conoscere in tutto il mondo, si trova la cittadina di Valdobbiadene. Qui, la vocazione del Prosecco trova la sua massima espressione grazie a un territorio prezioso. La DOCG del Prosecco di Conegliano Valdobbiadene si estende su una superficie vitata di 7.500 ettari. Nel cuore della denominazione si trova la preziosa micro-zona, un vero e proprio cru, di Cartizze: 107 ettari vitati compresi tra le colline di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol.

 

Bisol
© Mattia Mionetto

 

Tra il mare e le Prealpi, la DOCG gode di un clima temperato. Frequenti sono gli acquazzoni estivi, ma grazie ad una ventilazione costante le uve si asciugano rapidamente. La direzione delle colline va da est a ovest, avendo quindi un versante esposto a sud. Qui l’esposizione al sole è delle migliori, laddove sul versante nord, si trovano spesso boschi. L’altitudine, 100-500 metri, garantisce l’escursione termica che favorisce la formazione degli aromi. Qui il vitigno Glera ha trovato il suo habitat perfetto. La ripidissima inclinazione delle colline offre infine il drenaggio ideale.

 

Bisol, l’anima del Prosecco

Vicino a Cartizze, si trova l’azienda Bisol: famiglia storica presente a Valdobbiadene da 500 anni. Eliseo Bisol inizia a fare vino prima della Grande guerra. La produzione si deve però arrestare durante il conflitto, poiché questa area si trova al confine tra l’esercito Austro-Ungarico e quello Italiano. Il figlio di Eliseo, Desiderio, che la moglie amerà chiamare affettuosamente Jeio, rimette in moto il business negli anni Venti e inizia a produrre spumanti e vini fermi. Dopo la Seconda guerra mondiale, Desiderio lascia l’azienda ai suoi quattro figli. Antonio si occupa dell’amministrazione, Aurelio dei vigneti, Eliseo della parte enologica e Claudio della gestione generale dell’azienda. La produzione si concentra ben presto nei vini spumanti. Oggi Bisol produce 2,5 milioni di bottiglie all’anno esclusivamente di Prosecco Conegliano Valdobbiadene Superiore DOCG.

 

Bisol
©Mattia Mionetto

 

A quattro anni dall’acquisizione da parte del Gruppo Lunelli, nel 2018 Bisol cambia logo. Nell’etichetta delle annate successive compare la data 1542, anno in cui la presenza della famiglia Bisol nella zona è attestata da un documento storico. Si trova inoltre una piccola collina stilizzata, che rappresenta le ripide colline del Prosecco coltivate a Glera e ricorda Cartizze. Il verde Bisol è inoltre messo in risalto come colore distintivo.

 

Bisol e il Metodo Martinotti-Charmat

Il Prosecco spumante fa la sua presa di spuma attraverso il metodo Martinotti-Charmat, laddove invece lo Champagne sfrutta il cosiddetto metodo classico (così come il Franciacorta o il Trentodoc). Il Prosecco non fa la sua presa di spuma in bottiglia, ma in grandi tini d’acciaio pressurizzati, chiamati autoclavi. Vediamo come.

Finite le fermentazioni e il breve affinamento, si cominciano a preparare le varie cuvée. Dai suoi 20 poderi, Bisol ottiene differenti blend, ciascuno con le sue caratteristiche particolari. Per 10 giorni, l’équipe di Bisol si impegna nella selezione meticolosa degli assemblaggi, al fine di creare miscele equilibrate. Una volta che le basi spumante sono pronte, esse vengono poste nelle autoclavi. In seguito, si aggiungono i lieviti (Bisol fa uso di lieviti autoctoni), necessari all’avvio della seconda fermentazione. A 12°C inizia la seconda fermentazione, che dura all’incirca 30 giorni. L’anidride carbonica, che si sviluppa naturalmente nel serbatoio d’acciaio chiuso, dà origine allo spumante. Si filtra per un ultima volta il vino, che dopo una sosta di 10 giorni a freddo, viene finalmente imbottigliato sotto pressione, in modo da conservare l’anidride carbonica. Questa costituisce il perlage, le preziose bollicine.

 

Bisol
© Bisol

 

Il Crede Valdobbiadene Prosecco DOCG, per citare una delle migliori cuvée di Bisol, deriva il suo nome da un termine dialettale. “Crede” è l’argilla, che caratterizza il suolo dei vigneti. Glera 85% minimo, profuma di fiori di prato e sprigiona un piacevole fruttato di mela e pera. Una sapidità ricca e fine apporta armonia a questo elegante spumante brut.

Dalla collina più famosa del Prosecco viene invece Cartizze Valdobbiadene Superiore DOCG Dry di Bisol. La più alta e perfetta espressione del connubio tra questo territorio e il paziente ed esperto lavoro dell’uomo. Un delicato bouquet di fiori e frutta emerge dal bicchiere. Sapido, pieno, equilibrato, questo Cartizze racconta di un know-how certosino.

1.1.3