René Gabriel
04: Campione di botte: 65% Cabernet Sauvignon, 31% Merlot, 4% Petit Verdot. 39 hl/ha, solo il 45% della vendemmia selezionato come Grand Vin! Colore molto denso; molti riflessi viola nel granato. Bouquet da sogno, concentrato; se in alcuni 2003 si sono cercati paralleli con certi ’82, qui con questo Pichon-Lalande è sicuramente il caso; molte prugne secche, ribes nero e bacche di vaniglia. Al palato continua questa sensualità generosa di Pauillac, tannini cremosi e opulenti con un finale molto energico. Darà piacere da giovane e sicuramente anche nei prossimi quindici anni. Vinificazione al top – super classe! (19/20). 05: Bouquet sensazionale di bacche sovramature, molta frutta secca, prugne, banane, legni chiari e crosta di pane appena sfornata, ricco ed esuberante al naso. Palato cremoso e spesso, con enorme pienezza e morbidezza, i tannini sono rotondi e carezzevoli, aromi di frutta calda, flusso che rotola sulla lingua, nel finale Bounty al cioccolato, dotato di una razza pepata nell’estratto. Continua a evolversi verso Pichon-Lalande 1982! 05 a Capodanno un’ora prima di mezzanotte. Beva facile, setoso e dolce, la dolcezza del barrique è dominante e governa il vino con un caramello da forno. 07: Porpora-rubino denso e saturo. Bouquet aperto e filigranato, mostra bacche blu ma anche rosse, note di mora, un delicato scintillio floreale, appare sorprendentemente accessibile. Palato cremoso, riflessi lattici, yogurt alla mora, caramello chiaro e vaniglia dalle barrique burrose. Un vino borgognone che si potrebbe definire un Chambertin di Pauillac. Forse, dato il millesimo, ci si aspetterebbe un po’ più di spinta. Può mantenere il suo punteggio? (19/20). 11: Sambuco, caramello, rotondo e potente. Geniale o semplicemente strepitoso? (19/20). 12: Granato medio, ancora giovane ma con i primi segni di maturità al bordo. Bouquet pienamente dolce, caramello, giovane Porto e prugne stufate, cassis quasi in eccesso. Al palato, pieno, di nuovo con molti tannini cremosi, per il profilo gustativo – al di fuori di Bordeaux – ma un vino di classe mondiale. (19/20). 13: Colore molto scuro, ancora un riflesso violaceo al centro. Bouquet pieno ed esplosivo, more, gelatina di mora, cassis e burro, ricco e quasi traboccante. Al palato l’opulenza continua all’estremo, quasi a far esplodere la bocca, da questa “cosa” emana una dolcezza inebriante di Cabernet, con un tocco di Porto nel finale, mostrando chiaramente l’annata calda. (19/20). 14: All’apertura parte spesso e poi si calma un po’. Al momento non lo stapperei. (19/20). 16: Granato medio-scuro, bordo che schiarisce. Bouquet potente, note di pralina, cenni di frutta secca, complesso e molto ricco all’attacco. Naso piuttosto comunicativo ed espansivo. Al palato vellutato, cremoso; se fosse dolce lo si potrebbe definire un liquore di Pauillac, il finale è concentrato e quasi grasso con accenti di mora matura. Questo vino atipico (come altri Médoc 2003…) è assolutamente riempibocca. Dunque un Rubens-Lalande ultra-erotico. Offre già un piacere sfrenato. (19/20). 16: Porpora intenso, denso al centro. Il giorno prima (alla degustazione del lunedì) sembrava caldo ed espansivo. Oggi è apparso riservato e, oltre al calore di bacche leggermente appassite, ha mostrato anche fini note di Cabernet leggermente verdi. Si è mostrato profondo, ma piuttosto introverso e poco comunicativo. Al palato vellutato, denso e molto concentrato. Un vino che, per impostazione, appartiene ai migliori 2003 e porta in sé la tendenza a diventare un classico piuttosto longevos. (19/20). 21: Attualmente in una fase di sfrenatezza. Maledettamente buono! (19/20). 21: Granato scuro con riflesso rosso sangue al centro. Bouquet potente con riflessi da Porto, fichi secchi, scorza d’arancia candita e caramello. Un’orgia olfattiva che alla cieca non si cercherebbe necessariamente nel Bordelais. Al palato grasso e ricco, quasi da far esplodere il palato. Geniale da bere adesso e mostra ancora ulteriore potenziale. (19/20).