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Leroy : Vosne-Romanée Village "Les Genaivrières" Domaine 2006
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Descrizione
Caratteristiche e note di degustazione del Vosne-Romanée Village "Les Genaivrières" Domaine 2006 di Leroy
Degustazione
Colore
Il vino presenta una tonalità rossa caratteristica del Pinot Noir della Borgogna.
Naso
Al naso si rivela un bouquet complesso ed elegante, con aromi di fragola e lampone accompagnati da note di mora. Sfumature speziate conferiscono profondità, mentre tocchi terziari di sottobosco muschiato testimoniano l'evoluzione del vino e l'influenza minerale del terroir.
Bocca
In bocca questo vino seduce per la sua trama vellutata e la sua distinzione. È setoso, sostenuto da tannini fini e perfettamente integrati. I sapori di amarena apportano una notevole precisione, mentre l'equilibrio tra frutto, acidità e struttura tannica conferisce all'insieme un'armonia misurata. Il finale lascia intravedere una grande complessità futura, con un'eleganza e una vivacità tipiche dei migliori vini dell'annata.
Abbinamenti gastronomici
Questo Vosne-Romanée Village "Les Genaivrières" Domaine Leroy 2006 si abbina idealmente alla selvaggina da piuma, come fagiano o piccione, arrostita o brasata e servita con salse ai funghi. Si sposa perfettamente anche con i piatti a base di anatra, in particolare l'anatra con rape o il confit d'anatra. Anche i piatti di manzo in salsa, come il bœuf bourguignon o il tournedos ai funghi, rappresentano abbinamenti eccellenti. Per i formaggi, si consiglia di scegliere varietà a pasta molle e crosta fiorita come il Camembert, oppure formaggi della Borgogna di carattere come l'Époisses.
Servizio
Questo Vosne-Romanée Village "Les Genaivrières" Domaine Leroy 2006 va servito idealmente a una temperatura compresa tra 15 e 16 °C.
Un Vosne-Romanée d'eccezione del Domaine Leroy, raffinata espressione della biodinamica in Borgogna
La tenuta
Nel 1868 François Leroy, proprietario di vigneti ad Auxey-Duresses e a Musigny, tra gli altri, fondò la maison di négoce Leroy. Il figlio Joseph e, qualche anno più tardi, il nipote Henri ampliarono progressivamente l'attività, in particolare creando un ramo dedicato alla produzione di liquori e acquaviti. Nel 1942 Henri Leroy acquisì la metà della prestigiosa tenuta Romanée-Conti. Dopo la sua morte, la figlia minore Lalou Bize-Leroy entrò a far parte del Domaine Leroy nel 1955 e, tra il 1974 e il 1992, fu co-direttrice del Domaine de la Romanée-Conti insieme ad Aubert de Villaine.
Il vigneto
Questo Vosne-Romanée Village "Les Genaivrières" proviene da una parcella di circa 1,23 ettari situata nell'omonimo comune, nel cuore della Côte de Nuits. Il nome "Genaivrières" richiama i cespugli di ginepro che un tempo crescevano su questo terroir. Le viti godono di un'esposizione a est su dolci pendii e sono piantate su suoli calcarei giurassici ricchi di pietre, caratteristici della denominazione. Queste condizioni geologiche e topografiche favoriscono la mineralità e una maturazione equilibrata del Pinot Noir. Il vigneto è condotto in biodinamica, senza alcun apporto chimico, e dal 1999 le viti non vengono più cimate, così da esprimere appieno il loro potenziale e dare uve di eccezionale concentrazione.
L'annata
L'annata 2006 si rivelò impegnativa per i viticoltori borgognoni. Una primavera fresca e umida favorì la diffusione della peronospora e un'ondata di caldo a luglio fu seguita da un ritorno a temperature più fresche e da piogge in agosto e settembre. Queste condizioni meteorologiche contrastanti rallentarono la maturazione delle uve e richiesero una vigilanza costante contro le malattie fungine. Solo i produttori più meticolosi, che effettuarono una selezione rigorosa e limitarono drasticamente le rese, riuscirono a produrre vini rossi concentrati ed equilibrati. Quell'anno i vini bianchi ottennero in genere risultati migliori dei rossi, beneficiando della freschezza dell'annata.
Vinificazione e affinamento
Le uve del Vosne-Romanée Village "Les Genaivrières" Domaine 2006 vengono selezionate a mano con estremo rigore, spesso in ambiente refrigerato. Vengono poi trasferite, senza diraspatura né pigiatura, in grandi tini di legno, preservando così i lieviti indigeni naturalmente presenti sulle bucce. La fermentazione si affida esclusivamente a questi lieviti naturali ed è accompagnata da rimontaggi e follature, con macerazioni prolungate a temperature fino a 33 °C, per estrarre il più possibile i composti aromatici e strutturali. Dopo la fermentazione alcolica e la malolattica spontanea, il vino viene trasferito in cantine più fresche per l'affinamento. Viene imbottigliato senza chiarifica né filtrazione, preservandone integrità e complessità.
Vitigno
100% Pinot Noir





