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Château du Moulin-à-Vent 2024
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Descrizione
Caratteristiche e consigli di degustazione del Château du Moulin-à-Vent 2024
Note di degustazione
Colore
Questo Château du Moulin-à-Vent 2024 presenta un intenso colore rosso rubino, tipico del Gamay coltivato su suoli granitici.
Naso
Il naso è vibrante, dominato da note di ciliegia e mirtillo.
Palato
Il palato è rotondo ed equilibrato, sostenuto da tannini saldi ma maturi che gli conferiscono una bella struttura. Il finale lungo si chiude su una nota speziata di pepe nero.
Abbinamenti cibo e vino
Questo vino si abbina naturalmente a carni rosse e pollame arrosto, così come a piatti cotti lentamente, come la daube o le guance di manzo brasate, la cui salsa ammorbidisce i tannini. Si presta anche ad abbinamenti più golosi, come il petto d'anatra con frutti scuri, o più speziati, come carni grigliate condite e salumi regionali. Anche i formaggi a pasta molle o semidura, come una tomme, trovano un'eco raffinata nella sua struttura.
Un rosso del Beaujolais radicato nella denominazione Moulin-à-Vent
La tenuta
Lo Château du Moulin-à-Vent è una tenuta del Beaujolais con sede a Romanèche-Thorins, le cui origini risalgono al 1732. Sviluppata nel XIX secolo grazie all'impulso della proprietaria Philiberte Pommier, ha assunto il nome attuale con la creazione delle AOC nel 1936. Dal 2009 appartiene alla famiglia Parinet, con Édouard Parinet alla guida, affiancato dall'enologo Brice Laffond. La tenuta si estende su circa 30 ettari interamente dedicati alla denominazione Moulin-à-Vent e pratica la viticoltura biologica dal 2013, certificata a partire dall'annata 2024.
Il vigneto
Il vigneto della tenuta si estende su circa 30 ettari, tutti situati nella denominazione Moulin-à-Vent, a Romanèche-Thorins. Le viti crescono su suoli granitici ricchi di ossidi di manganese e di ferro, che conferiscono ai vini la loro caratteristica struttura tannica. Coltivate in regime biologico dalla conversione avviata nel 2021, certificata a partire da questa annata, beneficiano inoltre di pratiche ispirate alla biodinamica e di una selezione massale condotta da oltre dieci anni per preservare la diversità genetica del Gamay. Le vecchie viti sono lavorate a cavallo per proteggerne gli apparati radicali, e le rese sono volutamente mantenute basse, intorno ai 32 ettolitri per ettaro.
L'annata
L'annata 2024 si è svolta in un contesto climatico complesso, segnato da una forte pressione di malattie fungine a causa dell'umidità della stagione. Le viti della tenuta, coltivate senza prodotti di sintesi, hanno comunque dimostrato una buona resistenza sanitaria, limitando le variazioni di resa tra le parcelle nonostante queste condizioni difficili.
Vitigno
Questo vino è ottenuto da Gamay Noir à jus blanc, l'unico vitigno a bacca rossa ammesso nella denominazione Moulin-à-Vent.



