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Château des Bachelards

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Dopo aver ottenuto il suo diploma di enologia, la...
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Château des Bachelards, Comtesse de Vazeilles: grandi Beaujolais da grandi terroir

Nella complessità dei suoli della regione del Beaujolais, la contessa Alexandra de Vazeilles ha trovato il luogo ideale per l’elaborazione di sorprendenti vini da uve Gamay. Château des Bachelards, un domaine pioniere nella sua regione.

Château des Bachelards, 900 anni di viticoltura

Come spesso accade in Francia, e in particolare in Borgogna, l’origine della proprietà viticola Château des Bachelards si deve ai monaci benedettini del XII secolo. Intorno all’anno 1100 una delle cosiddette “figlie di Cluny”, cioè i monasteri dipendenti da Cluny, l’abbazia d’Arpayé si installa nel lieu-dit Les Bachelards. In questa località, il cui nome in lingua d’oil significa “luogo di Dio”, che fa parte di quella che oggi è l’Aoc Fleurie, i monaci piantano la vigna e costruiscono il clos (il muro di cinta), tuttora esistenti.

 

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© Château des Bachelards

 

Dopo la Rivoluzione francese il vigneto cambia appartenenza e diventa di proprietà della famiglia Platet per più di due secoli, fino al 2007. In questo tempo, Château des Bachelards ottiene tanti riconoscimenti e si distingue come una delle migliori tenute della regione. Nel 2014 è la contessa Alexandra de Vazeilles ad acquisire la proprietà, trasponendo fin da subito la sua personalità nell’identità del domaine.

 

Il vigneto di Château des Bachelards, un “fiore” nella regione del Beaujolais

La regione viticola del Beaujolais fa amministrativamente parte del vigneto della Borgogna, pur avendo caratteristiche a parte che lo rendono unico. Il vigneto di Château des Bachelards si estende su 12 ettari, di cui 6 si trovano a Fleurie attorno alla villa, ancora recitanti dall’antico clos. Altri terreni si trovano a Saint-Amour e a Moulin-à-Vent. La contessa de Vazeilles vinifica e affina anche del Pouilly-Vinzelles.

 

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© Château des Bachelards

 

Fra i “10 cru” del Beaujolais, il terreno dell’Aoc Fleurie è caratterizzato dall’onnipresenza di un granito rosa di 350 milioni di anni fa. Questi piccoli sassolini rosa sono composti da mica, quarzo e feldspato (responsabile del colore rosa). Una composizione da cui nasce la diversità floreale dei vini di Fleurie e che è all’origine del nome. In cima alla collina su cui si eleva la cappella dedicata alla Madonna, le vigne sono coltivate direttamente sulla roccia madre granitica. Ma più in basso, dove il terreno inizia dolcemente a inclinare, si trovano le terre più ricche di argilla, che danno vini più articolati e dal colore più intenso. Si trovano qui le parcella di Château des Bachelards.

 

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© Château des Bachelards

 

Qui un’uva regna sovrana, un’uva che dà il meglio di sé proprio su questi terreni granitici. Si tratta del Gamay, un vitigno autoctono. Considerando che in Francia solo il 10% dei vitigni è autoctono, la specificità di questa accoppiata terroir-vitigno permette di realizzare qualcosa di veramente unico. Naturalmente dopo l’episodio della fillossera tutti i ceppi sono stati ripiantati, ma dopo di ciò ben poche viti sono state sostituite. Si hanno così vigne che hanno un’età che va dai 60 ai 100 anni. Il reimpianto è stato fatto a partire da una selezione massale e oggi la densità d’impianto si aggira sui 9-10.000 piedi/ettaro. Queste uve danni vini dalla notevole acidità, con aromi di frutti rossi freschissimi e di viola e rosa, rapidamente accessibili.

Dal 2007 il domaine viene convertito in agricoltura biologica, ciò che ne fa il primo a seguire queste pratiche nel Beaujolais.

 

Un cambio al timone di Château des Bachelards: nuovo vento soffia nelle vele della proprietà

Terminati i suoi studi di enologia e viticoltura a Chicago, e dopo diverse esperienze negli Stati Uniti e in Francia nel settore della finanza e delle nuove tecnologie, Alexandre de Vazeilles ritorna alla terra e al vino. Proveniente da una famiglia dalla lunga tradizione viticola in Auvergne, viaggia e visita moltissimi vignerons, vigneti, cantine… Il colpo di fulmine avviene un giorno sul rodano, a Fleurie, dove la complessità dei terroir le lancia una sfida nella quale decide di impegnarsi.

 

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© Château des Bachelards

 

Nel 2014 acquista la proprietà e i suoi 12 ettari di vecchie vigne a Fleurie, Saint-Amour e Moulin-à-Vent, con l’obiettivo di elaborare il suo proprio vino. Fedele allo spirito pionieristico di Château des Bachelards, converte subito il vigneto in agricoltura biodinamica. Ottiene la certificazione biodinamica DEMETER nel 2015. Conferma così il suo record di primo domaine biologico e biodinamico della regione. Nel 2017 invece ottiene l’etichetta “Fermes d’Avenir”.

Grazie all’aiuto di Lilian Berillon (botanico biodinamico) e Claude Bourgignon (geologo, ha condotto le analisi dei suoli), Alexandra ha potuto creare un vivaio di Gamay a Bachelards, sui quali uno studio ampelografico è in corso. Le inestimabili consulenze di Stéphan Derencourt e Simon Blanchard aiutano la proprietaria ogni giorno.

È d’altronde possibile visitare la proprietà, dove la magia dei luoghi permetterà all’enoturista di sperimentare l’art de vivre alla francese, in maniera istruttiva e originale.

1.1.3