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Château Gruaud Larose 1996
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Agricoltura Ragionata

Château Gruaud Larose 1996

2e cru classé - - - Rosso - Dettagli
Parker | 89
Wine Spectator | 90
R. Gabriel | 18
J. Robinson | 17
The Wine Independent | 91
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Recensioni e valutazioni

89

/100

Robert Parker

Robert M. Parker, Jr.

In bottiglia, Gruaud Larose sembra essere tornato alla forma che possedeva quando l’ho assaggiato per la prima volta dalla botte: un vino elegante, sorprendentemente civile, di corpo medio, privo del muscolo e della potenza attesi sia da questo terroir sia da questa annata. Mantiene comunque un’eccellente densità, con sapori di erbe tostate, liquirizia e ribes nero intrecciati a sentori di incenso. Il vino è di corpo da medio a pieno, puro, ricco e immediato. Maturità prevista: 2004-2018.

90

/100

Wine Spectator

Viola, mora e fiori al naso. Corposo, con tannini ultra-fini e un finale medio. Pronto. — Retrospettiva Bordeaux ’95/’96. Da bere ora.

17

/20

Jancis Robinson

Jancis Robinson

Rubino scuro con riflessi nerastro. Al naso note di cedro secco molto classiche – decisamente terziarie. Ingresso dolce e frutto molto rotondo con tannini praticamente assenti. Così dolce da avere appena sufficiente freschezza, ma sarebbe un vino molto attraente e polposo da bere ora. Buon attacco. (JR)

85

/100

Jeff Leve

Leve Jeff

1996 Gruaud Larose si apre con aromi di stalla, tabacco, terra e note poco pulite. Di corpo da medio a pieno, con una personalità snella e rustica e un finale terroso dal sapore di cassis, non è un successo per un’annata in cui nel Médoc sono stati prodotti tanti grandi vini. Non vedo questo vino migliorare con l’invecchiamento.

18

/20

Weinwisser

Granato-porpora medio, con sottili toni di maturità al bordo. Bouquet con frutta leggermente marmellatosa, ribes con note da caramella, composta di prugne rosse, note di umami, brodo di pollo, naso leggermente sudato con sentori di pelle scamosciata. Al palato, cassis rosso, ciliegie selvatiche, corpo medio, acidità non ancora del tutto matura, che però dona al vino una buona lunghezza e ulteriore potenziale di evoluzione. Il naso di stile borgognone convince più del palato; un Gruaud in stile artigianale, corretto nelle annate successive.

18

/20

René Gabriel

97: Campione di botte (19/20): bouquet seducente, piacevolmente dolce, molto complesso ed espansivo, fumo, molto caldo, uvetta. Palato succoso e morbido, tannini fini, astringenza regale, molto lungo. Un’annata al top a Gruaud, molto simile all’82. 99: Granato-porpora medio, fitto al centro ma che schiarisce sul bordo. Bouquet cedrato con profumi di legni pregiati, un accenno di tabacco dominicano, seguito da una fine nota di prugna secca. Palato ben proporzionato, tanta polpa e materia, ma già ora tannini piuttosto fini, quasi regali, astringenza avvolgente, flusso finemente sabbioso, ancora granuloso. (18/20). 05: Granato-porpora medio, sottili tonalità evolutive al bordo. Il bouquet mostra un frutto un po’ marmellatoso, con ribes rossi un po’ erbacei, composta di prugne rosse, ma si mescolano note di glutammato e pasta di brodo di pollo, che al naso gli conferiscono un carattere leggermente sudaticcio, dal profumo di camoscio. Al palato, cassis rosso, ciliegie selvatiche, peso medio; l’acidità non è del tutto matura, ma dona al vino buona lunghezza e ulteriore garanzia di affinamento. Migliorerà ancora? Il naso borgognone piace più del palato. Un Gruaud che mostra ancora lo stile artigianale poi corretto in annate successive. 11: Durante un interminabile cocktail a Gruaud-Larose c’era questo ’96 da bottiglie Impériale. Sta lentamente diventando un Gruaud di tutto rispetto. 11: Alla degustazione dei ’96 di Werner Feldner. Note evolutive, bordo sottilmente mattonato. Il naso è relativamente aperto, mostra tabacco chiaro, mina di matita, componenti leggermente appassite di Merlot molto maturi, sfociando persino in un leggero miele, uvetta, camomilla essiccata e teiera fredda. Palato succoso con biscotti allo zenzero, affinità con sciroppo di fichi, camoscio e muschio. Un classico da approcciare molto lentamente. (18/20). 14: Rosso vino di media intensità. Inizia leggermente floreale al naso, prugne, molto cedro e polvere di pietra. In bocca medio corpo, muscoli tannici ancora di sostegno e anche esigenti. Va verso il classicismo. Si può iniziare, ma aspettare è probabilmente l’idea un po’ migliore. (18/20). 15: Magnum. Granato scuro con riflessi mattone. Bouquet regale ed espansivo, mostra una geniale dolcezza del Cabernet, malto chiaro, un accenno di uvetta; il profilo olfattivo è complesso, dunque coeso. In bocca è pieno, con molto charme nei tannini, una certa opulenza, ancora componenti fruttate. Ancora piuttosto conveniente – per un Grand Cru – sul mercato. Quindi vale l’acquisto. (18/20). 18: Porpora abbastanza scuro con un finissimo velo di maturità al bordo. Bouquet molto speziato e intenso; le note di legni nobili sono così presenti che il frutto parzialmente a bacca nera sottostante è quasi coperto. Al naso trasmette una netta mineralità, completata da prime note di tartufo. Al palato appare pieno, abbastanza concentrato, di statura concreta, con un finale nel quale si trovano note di cassis. Non è ancora completamente formato e, con ulteriore affinamento in bottiglia, arriverà a un grande potenziale di godimento. Tra qualche anno potrei anche arrotondare il punteggio. In termini di rapporto qualità-prezzo, uno dei Grand Cru più interessanti. (18/20). 22: Rosso vino di media intensità, bordo minimamente schiarito. Bouquet intenso ed espansivo con una dolcezza di Cabernet profumata, molto cedro, prugne secche, zucchero candito; si trovano ancora certi residui di frutto che indicano la gioventù di questo vino. In bocca è succoso, lungo, superbamente equilibrato, tannini fini e maturi. Qui praticamente tutto quadra. Mostra anche che i grandi Saint-Julien risultano sempre un po’ più leggeri rispetto ai Pauillac di qualità comparabile. Chi ama i grandi Bordeaux lo apprezzerà. (19/20).

96

/100

Jane Anson

Jane Anson

Decantato subito all’apertura, perché rimane saldamente strutturato anche a 25 anni e appare decisamente più giovane del 1995. Quando l’ossigeno ammorbidisce il profilo, i frutti di cassis e mirtillo, autunnali ma ancora succosi, iniziano a sprigionarsi dal bicchiere. Ci sono note di tabacco e terra affumicata, insieme a evidenti tartufi neri e tapenade di olive: sapori che indicano un’annata di alta qualità che ha favorito il Cabernet Sauvignon. Ancora piuttosto rigido e severo, concedetegli tempo in caraffa affinché i tannini diventino abbastanza morbidi da lasciare emergere la bellezza di questo vino, ma non pensate di dover aspettare troppo a lungo: c’è una vera bellezza qui. Vendemmia dal 20 settembre al 10 ottobre, 35% legno nuovo.

91

/100

The Wine Independent

Lisa Perrotti-Brown

Il 1996 Gruaud Larose mostra un colore mattone da medio a profondo. Emerge dal calice con note sorprendentemente ariose di prugne al forno, more stufate e pastiglie di ribes nero, seguite da accenni di rose secche, anice stellato, carni affumicate e rocce frantumate. Al palato, di medio corpo, offre frutti neri maturi, muscolosi e avvolgenti, con molte sfumature affumicate/sapide e tannini masticabili e robusti, chiudendo lungo e terroso.

92

/100

La RVF

Riflette lo stile Gruaud dell’epoca. Virile, è un vino costruito sulla potenza e dotato di un fascino autentico.

89

/100

Jean-Marc Quarin

Jean-Marc Quarin

Logo sul tappo: CRL Colore scuro, intensità media, in evoluzione. Naso timido. Attacco piuttosto grasso, quasi dolce e setoso; dalla metà bocca il vino diventa più rigido. Lunghezza media.

Descrizione

Note di degustazione e consigli per Château Gruaud Larose 1996

Degustazione

Aspetto

Il vino mostra una tonalità rosso rubino con riflessi tawny, a testimonianza della sua evoluzione dopo quasi tre decenni in bottiglia.

Olfatto

Il bouquet rivela una fine complessità aromatica, con note di frutti neri (cassis, mirtillo), accompagnate da sfumature di liquirizia ed erbe grigliate. Accenni di incenso e tabacco aggiungono un’elegante dimensione terziaria, mentre aromi di cedro e tartufo arricchiscono il profilo complessivo.

Palato

L’attacco è vivace e fresco, e si apre su un centro bocca concentrato con sapori di frutta nera matura. I tannini, ormai perfettamente integrati, lasciano spazio a una trama setosa e raffinata. Il finale rivela aromi di cassis e note terrose, con una piacevole persistenza segnata da sentori affumicati e speziati.

Abbinamenti gastronomici

Questo vino si abbina perfettamente a carni rosse grigliate o arrosto, in particolare al manzo servito con una salsa in stile bordolese. Valorizza anche piatti a base di anatra, selvaggina o agnello. Anche le preparazioni a base di funghi e i formaggi stagionati offrono ottimi abbinamenti.

Servizio e conservazione

Château Gruaud Larose 1996 si apprezza idealmente a una temperatura compresa tra 15,5 e 18°C. Una leggera decantazione può essere presa in considerazione soprattutto per eliminare eventuali depositi, evitando però un’aerazione eccessiva che potrebbe alterare gli aromi.

Un Saint-Julien elegante e raffinato dell’annata 1996

La Tenuta

Fondata nel 1725, Château Gruaud Larose è annoverata tra i Deuxième Cru Classé della Classificazione del 1855 nell’appellazione Saint-Julien, nel Médoc. Il suo vigneto di 82 ettari, praticamente in un unico corpo e composto dalle stesse parcelle del 1855, dà spazio privilegiato al Cabernet Sauvignon (60%), completato da Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot. La famiglia Merlaut, tramite il gruppo Taillan, possiede la tenuta dal 1997 sotto la guida di Jean Merlaut. La proprietà ha ottenuto la certificazione di Agricoltura Biologica nell’agosto 2022.

Il Vigneto

Il vigneto di Château Gruaud Larose occupa una posizione privilegiata sull’altopiano di Saint-Julien, uno dei terroir più prestigiosi del Médoc. I suoli sono composti da profonde ghiaie quaternarie, depositate oltre 600.000 anni fa, poggianti su strati di argilla e calcare. Questa peculiare composizione geologica, arricchita da quarzo e sabbia, assicura un drenaggio ottimale conferendo al vino la sua caratteristica complessità minerale. L’altitudine maggiore del vigneto favorisce un’esposizione ideale al sole e beneficia di brezze fresche che preservano l’equilibrio delle uve durante la maturazione.

L’Annata

Il 1996 si è rivelato particolarmente favorevole per i vini di Bordeaux della Riva Sinistra. Dopo un inverno eccezionalmente mite e una primavera fresca che ha portato a un germogliamento tardivo, la fioritura si è svolta rapidamente a fine maggio. Giugno e luglio hanno registrato temperature elevate con episodi temporaleschi, seguiti da un agosto relativamente fresco e piovoso. Settembre, cruciale per la maturazione, ha goduto di un generoso soleggiamento tra una pioggia e l’altra, favorendo una fotosintesi ottimale. Le temperature moderate hanno contribuito a preservare l’acidità naturale delle uve, garantendo struttura e potenziale di invecchiamento ai vini prodotti.

Vinificazione e affinamento

Le uve di Château Gruaud Larose 1996 sono state vendemmiate a mano e poi accuratamente selezionate. La vinificazione si è svolta in tini di legno e cemento, con fermentazione a temperatura controllata mantenuta tra 31 e 33°C. La macerazione è durata tra 21 e 35 giorni per estrarre in modo armonioso tannini e aromi. La fermentazione malolattica è stata effettuata in parte in barrique (40%) e in vasche di cemento. L’affinamento è poi proseguito per 16-18 mesi in barrique di rovere francese, il 30% delle quali nuove, a tostatura media, consentendo al vino di sviluppare complessità senza mascherare il frutto.

Vitigni

Cabernet Sauvignon (64%)
Merlot (26%)
Cabernet Franc (7%)
Petit Verdot (3%)


Château Gruaud Larose 1996
2.0.0