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Château Pontet-Canet 2004
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Agricoltura Ragionata

Château Pontet-Canet 2004

5e cru classé - - - Rosso - Dettagli
Parker | 92
J. Suckling | 91
Wine Spectator | 93
R. Gabriel | 17
J. Robinson | 17
Vinous Neal Martin | 92
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Recensioni e valutazioni

93

/100

Wine Spectator

Esprime splendidi aromi di frutti di bosco schiacciati e ribes, con accenni minerali. Di corpo pieno, con belle note di ribes, liquirizia e menta. Lungo e carezzevole. Molto raffinato ed equilibrato. Un altro successo di Pontet-Canet. Da bere preferibilmente dopo il 2011. Prodotte 25.000 casse.

94

/100

Wine Enthusiast

R.V.

93-95 Un vino che unisce un frutto ampio e ben strutturato, ma fresco, a intense note di legno nuovo. È denso, scuro e potente.

89

/100

Decanter

I profumi, molto trattenuti, hanno suscitato scarso interesse tra i degustatori: frutto di ribes nero ovattato e poca profondità o sfumature già all’attacco. Al palato i tannini erano importanti, il che ha accompagnato il vino verso un finale persistente, ma il vino è rimasto ostinatamente chiuso. L’evoluzione sembra bloccata e gli aromi devono ancora dispiegarsi. Benché lo château constati due vendemmie verdi e una raccolta nell’ultimo giorno di settembre, ciò non è bastato a dare polpa al vino.

91

/100

James Suckling

Strutturato e fresco, con note di gemma di ribes nero e tabacco dolce che evolvono verso sentori di scatola di sigari. Corpo da medio a pieno, con un tocco di vivacità. Da bere o da conservare.

16

/20

Jancis Robinson

Julia Harding MW

Frutto scuro profumato. Secco e piuttosto leggero a metà palato. Elegante, ma con una lieve carenza di profondità di frutto a metà palato, per cui il finale risulta un po’ caldo. (JH)

90

/100

Jeff Leve

Leve Jeff

Al naso emergono erbe fresche, cedro, cassis e rovere. Il vino è di medio corpo, aperto e si chiude con note di cassis e oliva, su un finale di frutti rossi.

91

/100

Jeb Dunnuck

Jeb Dunnuck

Ancora di un vivace colore rubino, il 2004 Pontet Canet offre uno stile molto classico ed equilibrato, di medio corpo tendente al pieno, con note da manuale di ribes nero, legno di cedro, tabacco secco e un accenno di grafite. Ancora solido e preciso, ma piacevolmente concentrato, con tannini maturi, è nelle prime fasi del suo plateau di bevibilità e dovrebbe conservarsi senza difficoltà per altri due decenni.

19

/20

Weinwisser

(65% Cabernet Sauvignon, 29% Merlot, 4% Cabernet Franc, 2% Petit Verdot): è stata la prima annata in cui il 30% delle uve utilizzate proveniva già da coltivazione certificata biologica. Quel giorno si è mostrato classico, con una speziatura fine che richiama il cedro e il tipico frutto scuro, come il ribes nero. Un buon esempio di Pauillac tradizionale: ben strutturato, con un affinamento in barrique evidente e un carattere deciso. 18.5/20

19

/20

René Gabriel

Granato medio con riflessi violacei. Bouquet di Cabernet nobile e fine, con note di mirtillo e mora, ma dall’impostazione piuttosto snella; sotto emergono splendide note di terroir. Al palato è lungo, succoso e molto elegante, con un’astringenza equilibrata ma al tempo stesso esigente; finale su frutti blu. Forse non riesce a impressionare quanto nelle annate precedenti. (17/20). 12: A una cena con Alfred Tesseron allo Château. Ancora troppo giovane, ma già procede in modo molto lineare. E questa traiettoria conduce al classicismo, con tannini di Cabernet esigenti. Per questo ora gli assegno un punto in più. Per chi non può aspettare: decantare tre ore. 12: Aperto così, con una tartare al Caveau di Zurigo, durante un pranzo con Jürg Richter. Era un osso duro. Il fascino non ci sarà mai—ma in compenso c’è carattere, eccome! (18/20). 14: Subito dopo la stappatura: colore estremamente scuro. Bouquet profondo, che assorbe dapprima note di terroir; poi un frutto nerissimo, con sentori di catrame e tartufo estivo sullo sfondo. Sembra voler mostrarsi timidamente per la prima volta. Quando si avvicina il naso al bicchiere, viene spontaneo dirsi “Pauillac”. Palato molto aromatico; anche qui un Pauillac netto, ossia una chiara firma bordolese. I tannini sono ancora un po’ friabili, ma indicano che l’integrazione nella struttura è iniziata. Un grande Ponet-Canet al momento sottovalutato. Devo ammettere che alla degustazione en primeur l’avevo sottovalutato un po’. Il vino aveva un deposito sorprendentemente abbondante. 18/20. A un Wine & Dine: splendida aromaticità calda, più ampia e con molta più spinta rispetto a prima della decantazione. Oltre a frutto molto scuro si avverte anche un tocco floreale. Palato vellutato, ancora leggermente ruvido, ma decisamente più godibile che non decantato. L’apporto d’aria ha anticipato la fase di piacere di circa due anni. Mi piace soprattutto il finale leggermente sandalo e di frutti neri. Super performance! 15: Durante una serata di vino al Mövenpick Weinkeller Zürich-Wollishofen. Questo è Bordeaux! Liquirizia, pepe nero, frutto blu e un accenno di erbe. Al palato è vigoroso, con razza, muscoli e potenza.

18

/20

André Kunz

Bouquet vellutato, denso, scuro e potente, con note di prugna, tabacco, liquirizia e carbone. Palato denso, pieno e fruttato, dalla trama vellutata, con tannini fini, aromi scuri, una struttura finemente muscolosa e un finale lungo e concentrato. 18/20 da bere – 2038

93

/100

The Wine Independent

Chris Kissack

Nel bicchiere, il 2004 Château Pontet-Canet presenta un colore invitante, con una bella densità per l’annata: un cuore prugna scuro e un bordo del disco opaco e leggermente polveroso. Il profilo aromatico è delizioso, si apre con sentori di violetta e incenso, poi si distende rivelando note di ribes nero croccante, mora, liquirizia nera, rosa e lavanda, insieme a sfumature molto fini di cioccolato fondente e tocchi di menta profumata. Al palato l’attacco è fresco e leggero, quindi il centro bocca offre una trama sottile e sapida, sorretta da un nucleo di tannini ben risolti che dona appena un accenno di presa polverosa. Nel complesso è fresco, lievemente floreale e pepato, con un finale delicato: un vino di facile beva e dal fascino immediato, con un’aromaticità che supera il palato. La struttura sembra quasi del tutto evoluta, con solo un leggero residuo tannico. Da bere ora.

93

/100

Le Figaro Vin

Il vino è denso, tannico, elegante, molto lungo, ancora molto giovane.

90

/100

Jean-Marc Quarin

Jean-Marc Quarin

Logo sul tappo: JL (Lafitte Liège) Colore scuro, intenso e leggermente evoluto. Naso moderatamente aromatico, con frutto fresco e una nota di cedro e legno nuovo. Ampio all’attacco e saporito nello sviluppo, il vino poi manca di stabilità nel suo andamento, presentando un finale tannico un po’ aspro, ma gustoso. Lunghezza media.

Descrizione

Un vino rosso di Pauillac dagli aromi persistenti

Prodotto nella denominazione Pauillac, lo Château Pontet-Canet è un 5ème cru classé. Di età media compresa tra i 40 e i 45 anni, le viti sono piantate su una superficie totale di 81 ettari. Il vigneto beneficia di un terroir costituito da ghiaia quaternaria. Il vino viene invechiato per 16 mesi in barriques di rovere (di cui il 60% nuove).

Lo château Pontet-Canet 2004 presenta un profondo colore rosso, quasi opaco. Intenso, il naso combina spezie, complessità e raffinatezza, sviluppando aromi di frutti rossi e neri (more, amarene), liquirizia, caffè e vaniglia. Se l'attacco al palato è pieno, l'evoluzione è lunga e gustosa. Il vino offre un finale con tannini succosi ed una bella persistenza aromatica.

Château Pontet-Canet 2004
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2.0.1