René Gabriel
00: Campione di botte (18/20): bouquet nobile attraversato da legni pregiati ed erbe, accompagnato dalle note classiche di prugna e cedro, tipiche di Ducru, con un accenno di cannella. Palato delicato con tannini dolci e densi, estratto generoso, fine nota di vaniglia chiara, pane tostato. Ha bisogno di una decina d’anni e poi darà grande piacere come Ducru particolarmente elegante. 02: Granato scuro, evidente orlo acquoso. Delicato bouquet di prugne damaschine, tabacco dominicano, stratificato, quasi carezzevole al naso. Palato leggero ed elegante, e tuttavia emergono via via tannini di sostegno che richiedono maturità, formando una marcata astringenza. Sottovalutato dal colore. Un vino aristocratico che raggiungerà la vera fase di godimento solo dal 2010. Potrà poi riguadagnare un punto (come al campione di botte) (17/20). In magnum si è mostrato al meglio a Ste. Maxime nel maggio 2006 – sebbene fosse ancora lontano dalla maturità ottimale. Molta dolcezza di estratto, elegante, delicata nota di marzapane nell’estratto. (18/20). 06: Alla festa dei primeur a Basilea, da bottiglie normali con leggere note di brett, quindi meglio aspettare. 07: Di nuovo dalla stessa cantina, questa volta bevuto nel sud della Francia. All’inizio un po’ ovattato (ancora note di brett!), poi in crescita su base elegante. Abbiamo lasciato circa 2 decilitri nella caraffa, l’abbiamo messa in cantina al fresco e abbiamo bevuto il resto dopo 24 ore: era poi pulito, elegante e setoso – proprio Ducru. (18/20). 08: Il colore appare in evoluzione e mostra sfumature mattone al bordo, all’interno ancora un granato scintillante. Bouquet aperto, sfumature di selvaggina, brodo di pollo, glutammato e prugne stramature, sottofondo terroso, sorprendentemente maturo al naso. Palato elegante e scorrevole, tannini morbidi, estratto morbido-maltato, acidità soffice, ancora discretamente nervoso al centro, ma ha bisogno di questa grinta per i pochi anni di piacere che gli restano. Chi non lo beve ora rischia di perdersi il momento migliore. Un’ora di decantazione e i profumi inizialmente difficili quasi scompaiono. Ha comunque perso qualcosa rispetto alle impressioni precedenti. Degustato a settembre durante una cena a Ducrru. Lungo caraffaggio ma non ancora del tutto nella finestra di piacere. Una settimana dopo a Ste. Maxime era più morbido, più amichevole e migliore. (18/20). 09: Bouquet abbastanza pieno, prime note di cioccolato che indicano una certa maturità al naso, caramello discreto e ciliegie rosse. Un po’ farinosa sulla lingua e il frutto mostra composta rossa, vinaccioli non del tutto maturi con tocco pepato. Buon Ducru alla prima maturità con 20 anni di garanzia di piacere. (17/20). 13: Quando altrimenti scrivo di prugne rosse, si tratta per lo più di indizi di sotto-maturità delle bucce. E questo potrebbe essere stato il caso nei primi anni per questo Ducru. Ma a quanto pare all’epoca si acquistarono un po’ troppe barrique nuove, così la dolcezza semi-cremosa porta ora un bel compromesso aromatico a questo vino ormai elegante e finemente evoluto. Ducru è comunque (come Latour e Haut-Brion) noto per le sue sorprendenti varianti da annate di maltempo. Questo vino – qui goduto in magnum – regala ora, come Saint-Julien molto ben bilanciato, grande piacere!