
Antinori - Prunotto : Bric Turot 2020
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Recensioni e valutazioni
Descrizione
Degustazione
Aspetto
Il vino presenta un colore rosso granato intenso e brillante, emblema dell’eleganza del Nebbiolo.
Olfatto
Il naso rivela una splendida complessità aromatica, con intense note di viola e rosa, esaltate da sfumature di frutti rossi canditi, fieno di montagna e spezie dolci. Cenni di liquirizia, cannella e chiodo di garofano arricchiscono il bouquet, mentre aromi di frutti di bosco, foglia di alloro fresca e legno di sandalo aggiungono ulteriore profondità.
Palato
Al palato, il vino è pieno e armonioso, con una trama vellutata e avvolgente. Sapori di amarena e mirtillo rosso esplodono su un palato vibrante, sostenuti da intense note balsamiche. I tannini sono fini e setosi, perfettamente integrati, mentre una persistente mineralità accompagna un finale lungo con note di cuoio e tè.
Abbinamenti gastronomici
Questo Barbaresco è l’abbinamento ideale per carni rosse brasate, selvaggina da piuma o da pelo, così come per piatti a base di tartufo bianco. Si accompagna magnificamente a un risotto al Parmigiano e nocciole, ai tajarin al tartufo o a un brasato al Barbaresco. Anche formaggi stagionati come Castelmagno, Parmigiano Reggiano o Gorgonzola offrono abbinamenti eccellenti.
Servizio e conservazione
Il 2020 Bric Turot si apprezza al meglio a una temperatura compresa tra 18 e 20°C, in calici ampi e panciuti che permettono agli aromi di esprimersi pienamente. Si consiglia la decantazione per circa un’ora. Questo vino può essere gustato fin da ora, ma evolverà con grazia almeno fino al 2040.
Un Barbaresco elegante e complesso del Piemonte firmato Prunotto
La tenuta
Fondata nel 1922, quando Alfredo Prunotto e sua moglie Luigina rilevarono una cooperativa in difficoltà, la tenuta Prunotto appartiene dal 1994 alla famiglia Antinori, sotto la direzione di Renzo Cotarella, CEO ed enologo capo. Con sede ad Alba, nel cuore del Piemonte, la tenuta si estende su 71-74 ettari tra le Langhe e il Monferrato. Nel 1961 Prunotto rivoluzionò la viticoltura piemontese creando i primi Barolo da singolo vigneto, in particolare il leggendario Bussia. Questo approccio innovativo, ispirato alla Borgogna, contribuì a definire gli standard odierni della classificazione del Barolo.
Il vigneto
Bric Turot si estende su circa cinque ettari nell’area di Barbaresco, a un’altitudine compresa tra 190 e 230 metri. Il nome deriva dal dialetto piemontese, in cui “bricco” indica la cima di una piccola collina, localmente nota come “La Turota” o “La Torretta”. Il vigneto beneficia di esposizioni variabili a sud-est e sud-ovest, creando microclimi favorevoli che valorizzano l’espressione di eleganza e complessità. I suoli sono di natura limoso-marnosa, ricchi di elementi minerali come manganese, zinco e boro, risalenti al periodo Tortoniano-Messiniano. Questa configurazione peculiare del terroir, unita a una specifica selezione clonale, consente a Bric Turot di esprimere un carattere unico all’interno della denominazione Barbaresco.
L’annata
L’inverno 2019-2020 in Piemonte è stato mite e con precipitazioni limitate, seguito da una primavera relativamente secca e soleggiata che ha favorito uno sviluppo vegetativo precoce e uniforme. Maggio e giugno hanno visto molte giornate piovose che hanno rallentato lo sviluppo della vite, contribuendo al contempo a creare utili riserve idriche nel suolo. L’estate è stata caratterizzata da temperature moderate che, insieme a queste riserve, hanno evitato qualsiasi stress idrico. Settembre ha offerto condizioni eccellenti, con marcate escursioni termiche tra giorno e notte, garantendo una fase di maturazione ideale. La vendemmia si è svolta dal 27 settembre al 6 ottobre in condizioni ottimali.
Vinificazione e affinamento
All’arrivo in cantina, le uve del 2020 Bric Turot sono state diraspate e pigiate. La macerazione sulle bucce è durata circa dieci giorni a temperature controllate non superiori a 30°C, permettendo un’estrazione ottimale dei composti aromatici e tannici. La fermentazione malolattica si è completata prima dell’inverno. Il vino è quindi affinato per dodici mesi in botti di rovere di diverse capacità, tra cui contenitori in rovere di Allier e di Slavonia da 27, 32, 53 e 77 ettolitri. Questa diversità di contenitori ha permesso di modulare l’affinamento in base alle caratteristiche specifiche di ciascuna parcella. Un ulteriore anno di affinamento in bottiglia precede la commercializzazione.
Vitigno
100% Nebbiolo.






