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Domaine d'Auvenay : Bâtard-Montrachet Grand cru 2015
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Descrizione
Caratteristiche e note di degustazione del Bâtard-Montrachet Grand Cru 2015 Domaine d'Auvenay
Note di degustazione
Aspetto
Il colore rivela una tonalità giallo pallido tendente al dorato, impreziosita da riflessi verde smeraldo.
Naso
Il bouquet rivela una notevole complessità aromatica, che unisce note di frutta matura (pesca bianca, agrumi canditi), sfumature floreali (fiori bianchi, tiglio) e tocchi burrosi. Con l'ossigenazione emergono gradualmente aromi di brioche tostata, pasta di mandorle e fiori d'arancio.
Bocca
Al palato, questo vino esprime una ricchezza e una concentrazione eccezionali. Aromi di frutta matura da frutteto, miele e tartufo bianco si intrecciano armoniosamente, sostenuti da un'acidità vivace che apporta freschezza ed equilibrio. La texture rivela una bella densità a metà bocca, mentre il finale persiste con notevole lunghezza su note minerali e sapide, firma del terroir calcareo del Bâtard-Montrachet.
Abbinamenti gastronomici
Questo grande Borgogna bianco si abbina magnificamente a piatti gastronomici raffinati: foie gras scottato in padella, aragosta o scampi in salsa al burro, pesce nobile in salsa alla crema, pollame di fattoria con spugnole, o formaggi erborinati come il Roquefort. Anche i piatti a base di tartufo bianco creano un abbinamento eccezionale.
Servizio e potenziale di invecchiamento
Il Bâtard-Montrachet Grand Cru 2015 va gustato preferibilmente a una temperatura compresa tra 12 e 14°C. La sua struttura e la sua profondità gli conferiscono un potenziale di invecchiamento di due decenni o più, permettendogli di sviluppare nel tempo una notevole complessità terziaria.
Un eccezionale Grand Cru bianco di Borgogna firmato Lalou Bize-Leroy
La tenuta
Il Domaine d'Auvenay è stato fondato nel 1988 da Lalou Bize-Leroy, figura leggendaria della viticoltura borgognona. Situata sulle colline di Saint-Romain, nella Côte de Beaune, questa tenuta di 3,87 ettari, distribuita su sedici diverse appellazioni, produce alcuni dei vini bianchi più ricercati al mondo. Pioniera della biodinamica fin dai primi anni '90, Lalou Bize-Leroy applica una filosofia enologica intransigente, che privilegia rese estremamente basse e un rispetto assoluto del terroir. Continua a essere attivamente coinvolta nella gestione della tenuta insieme alla figlia, Perrine Fenal. L'eccezionale rarità della produzione e la qualità leggendaria dei vini collocano il Domaine d'Auvenay ai vertici assoluti della gerarchia borgognona, subito dietro al Domaine de la Romanée-Conti nelle classifiche delle vendite all'asta.
Il vigneto
Il Domaine d'Auvenay possiede un piccolissimo appezzamento di circa 0,10 ettari all'interno dell'appellazione Grand Cru Bâtard-Montrachet, acquisito intorno al 2012. Questo prestigioso grand cru di 11,22 ettari si estende tra i comuni di Puligny-Montrachet e Chassagne-Montrachet, su suoli calcarei bruni ricchi di piccole pietre, con un contenuto di argilla crescente verso la parte bassa del pendio. Situato a un'altitudine compresa tra 240 e 250 metri, il vigneto beneficia di un'esposizione ideale a est e sud-est. I suoli poggiano su un substrato geologico giurassico risalente a circa 175 milioni di anni fa. Il vigneto è coltivato rigorosamente secondo i principi della biodinamica, con rese drasticamente limitate a circa dieci ettolitri per ettaro, corrispondenti a circa due grappoli per vite. Questa restrizione estrema, ottenuta attraverso una potatura severa e un meticoloso diradamento dei germogli, mira a massimizzare la concentrazione dell'espressione del terroir in ogni acino.
L'annata
L'annata 2015 in Borgogna è stata caratterizzata da un inverno mite seguito da una primavera priva di gelate dannose. L'estate ha visto temperature calde, a tratti torride, da metà maggio a metà agosto, con un soleggiamento eccezionale e periodi di siccità. Le temperature hanno regolarmente superato i 40°C a luglio, generando uno stress idrico moderato per alcune viti, sebbene le riserve idriche accumulate durante l'inverno abbiano permesso alle viti mature di superare questo periodo. Le gradite piogge di agosto hanno parzialmente alleviato lo stress idrico. L'eccezionale luminosità estiva, con cieli tersi e luminosi, si è rivelata particolarmente favorevole. La vendemmia delle uve bianche è iniziata a fine agosto, con grappoli dorati e maturi che presentavano livelli di zucchero soddisfacenti e un'acidità relativamente bassa, in particolare l'acido malico. L'annata 2015 ha dato vita a vini bianchi potenti e generosi, dotati di notevole concentrazione, sebbene leggermente meno acidi e minerali rispetto alle annate più fresche.
Vinificazione e affinamento
Le uve destinate al Bâtard-Montrachet Grand Cru 2015 sono state raccolte a piena maturazione, poi selezionate meticolosamente acino per acino. La vinificazione avviene naturalmente in botti di rovere senza controllo della temperatura, utilizzando esclusivamente i lieviti indigeni presenti sulle uve e in cantina. La tenuta privilegia l'uso di botti nuove, considerando l'affinamento in legno parte integrante dell'espressione del vino, e non una semplice scelta tecnica. L'affinamento dura dagli otto ai dieci mesi in botti nuove, durante i quali la fermentazione malolattica avviene spontaneamente, seguendo i propri tempi. Non viene effettuata alcuna filtrazione né chiarifica, preservando così la piena complessità aromatica e la texture del vino. Questo approccio non interventista mira a lasciare che il terroir si esprima con la massima autenticità possibile.
Vitigno
100% Chardonnay

