
Bruno Rocca : Barbaresco Currà Riserva 2014
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Recensioni e valutazioni
Descrizione
Note di degustazione e consigli per il Barbaresco Currà Riserva 2014 di Bruno Rocca
Degustazione
Vista
Il vino sfoggia un colore rosso rubino profondo, impreziosito da riflessi granati.
Naso
Il naso rivela una fine complessità aromatica, con note floreali di rosa e violetta. A queste si aggiungono aromi di frutti rossi, in particolare amarena e ciliegia visciola, insieme a sfumature speziate di mentolo ed erbe tostate. Cenni di liquirizia, tartufo e tabacco completano questo bouquet raffinato.
Palato
Al palato, il vino seduce con tannini setosi e delicati, che avvolgono la bocca con eleganza. I sapori di frutti rossi e ciliegia si intrecciano con note speziate ed erbacee. Una fine freschezza minerale struttura l’insieme, mentre sfumature di fiori blu aggiungono un’ulteriore dimensione. Il finale è persistente, rivelando progressivamente l’ossatura tannica e le note speziate.
Abbinamenti gastronomici
Questo Barbaresco Currà Riserva 2014 è l’abbinamento ideale per carni rosse brasate, in particolare il brasato piemontese. Si sposa magnificamente anche con selvaggina, pasta con sughi ricchi come i tajarin al ragù di carne, oltre che con formaggi stagionati quali pecorino, fontina o castelmagno.
Servizio e conservazione
Il Barbaresco Currà Riserva 2014 può essere gustato fin da subito, offrendo al contempo un buon potenziale di affinamento per diversi anni. La decantazione per un’ora consente alla sua complessità aromatica di esprimersi pienamente. Servire idealmente tra 16 e 18°C.
Un Barbaresco elegante e raffinato dal cru Currà in Piemonte
La tenuta
Fondata nel 1978, quando Bruno Rocca decise di vinificare e imbottigliare con il proprio nome, la tenuta si estende oggi su 15 ettari in Piemonte, nel cuore della denominazione Barbaresco. La famiglia Rocca coltiva la vite dal 1834, ma l’acquisizione del prestigioso cru Rabajà nel 1958 da parte di Francesco Rocca segnò una svolta strategica. Oggi Bruno Rocca guida la tenuta insieme ai figli, Francesco e Luisa. Il domaine si distingue per la viticoltura biologica certificata, le fermentazioni con lieviti indigeni e l’affinamento in botti vecchie, privilegiando l’espressione del terroir e l’eleganza.
Il vigneto
Il cru Currà si estende su quattro ettari nel comune di Neive, all’interno della denominazione Barbaresco. Le vigne beneficiano di un’esposizione favorevole sui versanti collinari e crescono su suoli calcarei e sabbiosi ricchi di marne. Questa peculiare composizione geologica favorisce una maturazione equilibrata del Nebbiolo e conferisce al vino la sua tipica tensione minerale, oltre a una grande finezza aromatica. Le uve vengono raccolte a mano con una rigorosa selezione direttamente in vigna, seguita da una seconda cernita in cantina.
L’annata
L’annata 2014 in Piemonte è iniziata con un germogliamento precoce, favorito da un inverno mite, seguito da una primavera favorevole che ha permesso una fioritura regolare. L’estate ha portato precipitazioni significative tra luglio e agosto, creando una forte pressione delle malattie e richiedendo un’attenta gestione del vigneto. Fortunatamente, le condizioni calde e soleggiate di settembre e ottobre hanno consentito di raggiungere una maturità fenolica soddisfacente. I produttori con terroir ben drenati sono riusciti a realizzare vini eleganti ed equilibrati nonostante le difficoltà dell’annata.
Vinificazione e affinamento
Il Barbaresco Currà Riserva 2014 è prodotto secondo tradizione con lieviti indigeni. Dopo la fermentazione, il vino affronta un lungo affinamento di 30 mesi in botti di rovere vecchie e ben stagionate. Questa maturazione in legno contribuisce a rifinire la struttura tannica e a sviluppare complessità aromatica, preservando al contempo l’espressione del terroir. Il vino riposa quindi per un totale di sei anni prima della commercializzazione, in linea con la filosofia Riserva della tenuta.
Vitigno
100% Nebbiolo



