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Château Ducru-Beaucaillou 1996
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96
/100
Robert Parker Wine Advocate
Robert M. Parker, Jr.
Ho degustato il 1996 Ducru Beaucaillou in quattro occasioni distinte, da bottiglia, nel mese di gennaio. Il 1996 è lungo, con un centro bocca profondo. Rivela anche tannino nel finale. Questo vino è straordinario. È potente, concentrato e classico. Imbottigliato a fine giugno 1998, mostra un colore rubino/porpora intenso, oltre a un naso travolgente di mineralità, liquirizia, cassis e un inconfondibile sentore di mina di matita che spesso associo alle grandi annate di Lafite-Rothschild. È dolce e di corpo pieno, eppure incredibilmente ricco senza alcuna sensazione di pesantezza o mollezza. Il vino presenta tannini elevati, ma estremamente maturi, e la dolcezza del frutto di Cabernet Sauvignon, con note di ribes nero e spezie, è marcata. Questo Ducru-Beaucaillou profondo, ancora chiuso, è un acquisto imprescindibile. Per i lettori che possiedono il 1996 sarà affascinante seguirne l’evoluzione di questa annata eccezionale. Maturità prevista: 2008-2035.
91
/100
Wine Spectator
Aromi intensi di cedro, vaniglia, cuoio e mora. Di corpo pieno, con note di caffè, vaniglia, frutta matura e un finale di media persistenza. Quasi pronto. Il 1995 è certamente migliore. — Retrospettiva Bordeaux '95/'96. Da bere ora. 18.000 casse prodotte.
89
/100
Decanter
Con aromi alcolici e animali, il bouquet del 1996 Ducru-Beaucaillou sembra aver mostrato la presenza di fenoli. Al palato, invece, è succoso e polposo, ma i tannini sono più ruvidi del previsto e la trama un po’ esile.
90
/100
James Suckling
Il Ducru 1996 è meno stravagante del 2000. Mostra un corpo pieno, con tannini decisi e un bel profilo floreale, di foglia, lievemente terroso e di frutti di bosco. Da bere. 90 punti
93
/100
Vinous
Neal Martin
Il Ducru-Beaucaillou 1996 è un millesimo che non assaggiavo da diversi anni. Affinato per due terzi in barrique nuove, presenta un bouquet aperto ed espressivo, un mix di frutta rossa e nera, sentori estuarini e tocchi di liquirizia che emergono con il tempo. È più slanciato del 1995, con una nota iodata che si sviluppa con l’aerazione. Il palato è di medio corpo, con tannini succosi, acidità fresca, piuttosto dolce in bocca e forse, come il 1995, manca solo di quella complessità e di quell’espressione del terroir che, a mio avviso, hanno definito i millesimi recenti di questa tenuta. Forse risente leggermente di una quota di Merlot (25%) vendemmiata un po’ più tardi, ma ciononostante questo 1996 regala grande piacere. Degustato alla verticale di Ducru Beaucaillou allo château.
96
/100
Jeff Leve
Leve Jeff
La migliore bottiglia della cassa offriva tutto ciò che si desidera da un Ducru Beaucaillou a piena maturità. Trama raffinata, note di foglie di tabacco, ciliegie, cassis, spezie, fiori secchi, erbe e un sorso succoso di more, il tutto avvolto da un’eleganza che solo la patina del tempo sa donare. Non è necessaria la decantazione. Da bere dal 2024 al 2040.
18
/20
Weinwisser
Granato-porpora di media intensità, ai primi accenni di evoluzione. Bouquet incredibilmente dolce: caramello scuro, delicata nota burrosa, praline alle nocciole, seducenti sentori tostati. Niente più frutto primario, forse un po’ ruffiano, con una personalità non del tutto evidente, ma già molto piacevole. Palato vellutato e cremoso, molto succoso; anche qui tante note di cioccolato che si fondono con una sfumatura evoluta e terrosa.
18
/20
René Gabriel
97: Campione da botte (18/20): potente bouquet di sambuco, frutto molto maturo, ampio ma al tempo stesso delicato, note di cedro, prugne. Palato succoso, ancora profili da confettura; tutte le componenti sono mature e unite in un’armonia unica. 99: Granato intenso, luminoso con bordo rubino. Bouquet delicato, profumato di legni pregiati, con una fine nota di prugna; dolcezza discreta ma piacevolmente dosata, sottili sfumature di grafite, accenni di ciliegia. Al palato è enormemente vellutato, tannini rotondi e morbidi, astringenza persistente ma equilibrata; solo nel finale emerge una struttura che chiede ancora maturità. Il finale è tipicamente cedrino e l’insieme aromatico lascia concludere che si tratta di un Ducru classico, di grande longevità. (18/20). 02: Granato-porpora medio, primi riflessi di evoluzione. Bouquet follemente dolce: caramello scuro, un tocco burroso fine, praline alla nocciola, seducenti note tostate; non c’è più frutto primario, forse un po’ troppo “piacione” e con meno carattere personale, ma sembra già voler conquistare. Palato vellutato e cremoso, molto succo; anche qui molte note di cioccolato che si mescolano a un tono evolutivo terroso. Non è un vino per dopodomani, ma uno che oggi è in piena forma. 06: Degustato alla cieca da Hannes Ehrenhöfer e poi anche bevuto. Regala subito piacere e, al gusto, è così delizioso, tipicamente Ducru! (18/20). 09: 1996 Ducru-Beaucaillou: bouquet caldo, un accenno di frutta secca, con ancora discrete note di caramello sullo sfondo. Al palato ancora molto giovane, con un tocco di funghi autunnali. Totalmente chiuso nella sua attuale fase e al momento difficile da interpretare. Aspettare! Valutazione del potenziale: (18/20?). 11: Il colore si schiarisce parecchio, ma mostra poca evoluzione. Il naso inizia con un lieve punto interrogativo: profilo umido/muffato, pasta di brodo di pollo; dietro, frutto rosso dolciastro e vanillina delle barrique. Anche in bocca porta con sé una quasi impercettibile nota di scarsa pulizia, tannini sfatti. Una seconda bottiglia era un po’ migliore, ma comunque non eccezionale. Già all’ultimo assaggio avevo annotato la parola “funghi”. Fase difficile? Meglio aspettare! 15: Rosso vinoso medio, con un primissimo riflesso d’evoluzione molto delicato. Bouquet classico, molto speziato, con diversi legni pregiati, in particolare cedro, teak e tabacco chiaro. Il quadro olfattivo è regale e quasi completamente aperto. Al palato, finemente pepato; grazie alla sua acidità filigranata offre una lunghezza splendida, con tannini finemente distribuiti. Al secondo assaggio emergono carne di capriolo e sfumature di tartufo. È a metà tra frutto in calo e terroir che inizia. Due ore di decantazione gli fanno bene. (18/20). 16: Ha superato la sua fase di transizione. Per me, a Faugères, in una degustazione alla cieca dei 1996 non era il vino più grande, ma il più bello. 21: Estremamente scuro, quasi nero al centro. Il bouquet mi ha quasi steso! Questo perché, in base alle esperienze precedenti, non mi aspettavo così tanto. Soprattutto mostra chiaramente che cosa c’è nel bicchiere: un grande Ducru, un Médoc classico e un Bordeaux impressionante in un solo colpo. Il naso è insieme discreto e inebriante, molto sfaccettato: pane Graham, cedro, prugne secche, un tocco di vaniglia. In bocca è magnificamente equilibrato, tannini fini, astringenza lieve, finale compatto. Non l’avevo mai avuto così buono nel bicchiere e, a dire il vero, non gli avrei attribuito un’evoluzione così promettente in base ai contatti precedenti. Purtroppo ormai costa ben oltre 200 franchi. Io l’ho in inventario a “metà prezzo”, cioè 100 franchi. Il proprietario ne è straordinariamente felice! Questa bottiglia: 19/20!
94
/100
Jane Anson
Jane Anson
Uno dei grandi millesimi “old school” della fine del XX secolo a Bordeaux, sottovalutato all’epoca perché la sua imponente struttura tannica ha tenuto il vino chiuso per un buon decennio o più. Lo ritroviamo oggi, a 27 anni, proprio mentre tutto si sta addolcendo: i tannini sono ancora presenti, ma accoglienti e setosi, a sostenere note di cassis, mirtillo, ciliegia nera, salvia, tartufo bianco, chiodi di garofano, anice stellato, carbone e menta, che catturano l’essenza del millesimo a St Julien. Fu anche un momento nel Médoc di profondo cambiamento rispetto alla vinificazione tradizionale; e qui a Ducru era già in funzione dal 1995 una nuova cantina, mentre Eric Boissenot entrava proprio allora nel team di consulenza, lavorando al fianco di suo padre Jacques.
95
/100
The Wine Independent
Lisa Perrotti-Brown
Il Ducru-Beaucaillou 1996, degustato allo château, è un assemblaggio di 75% Cabernet Sauvignon e 25% Merlot. Di colore granato profondo con riflessi mattone, sprigiona dal calice profumi di ciliegia nera, gelatina di ribes rosso e grafite, che lasciano poi spazio a cenni di tè di Ceylon e olio di chiodi di garofano. Il palato, di corpo medio, presenta una trama vellutata che incornicia delicati strati di frutta nera e rossa, sostenuti da una spina dorsale vivace e da un finale lungo e speziato.
96
/100
La RVF
Ultima annata sotto la guida di Jean-Eugène Borie, questo 1996 è splendido per brillantezza. Di grande freschezza, teso ma al contempo ampio, è uno dei grandi successi dell’annata.
95
/100
Yves Beck
Rosso rubino. Bouquet elegante di media intensità. Note di ribes nero e mora. Al palato, il vino è fruttato all’attacco e di media intensità. La comparsa tardiva dei tannini, così come la finezza della struttura, sono sorprendenti. Il vino appare quindi un po’ più denso rispetto all’attacco e mostra una dinamica maggiore di quanto pensassi. Punto sulla pazienza, perché, visto il suo potenziale, il vino diventerà certamente ancora più accessibile e più equilibrato.
83
/100
Jean-Marc Quarin
Jean-Marc Quarin
Logo sul tappo: T capovolta (Trescases) Bottiglia difettosa Colore scuro, di buona intensità, evoluto. Naso discreto, vivace e animale. Bocca rotonda all’attacco, poi vuota a metà palato, prima di chiudere su tannini aspri. Ancora una bottiglia difettosa!



