René Gabriel
89: Degustazione da botte (18/20): profumo dolce, finezza e ricchezza. Estratto enorme, maggiore predominanza di Merlot rispetto all’86, concentrazione totale di frutto. In teoria, ai tasting bisognerebbe sputare i vini giovani. Nel 1991 non ce l’ho fatta: così denso, così fine, così materico, astringenza poderosa, lungo, lungo, lungo. Un bellissimo, grande ’88. In modo un po’ illogico, presenta somiglianze con il ’88 Lafite. Nel 1992 ancora in fase fruttata, con persino una nota a 19/20: naso affumicato con sentori di caffè dal barrique, dietro un frutto maturo e concentrato. Al palato molto ben bilanciato, cera d’api, ricco di tanti tannini fini, in progresso molto positivo. Un grande Margaux! In fase di chiusura si è presentato così: completamente serrato, quasi adolescenziale. Il naso è esplosivo, molto aromatico, ma senza mostrare ancora armonia tra frutto e terroir. Al palato compresso, quasi duro, con una quantità enorme di materia. Un grande vino che ha bisogno di almeno altri quattro anni di riposo. 98: bouquet aperto, ampio, di stile borgognone, molte lingonberry e more di gelso. Scorrimento di bocca succoso e fine, si presenta opulento, estratto pieno, nota di cioccolato nascente nel finale, chiusura speziata. Nella piena fase di godimento varrà probabilmente 19/20 (18/20)! 00: un vino delicato, inizialmente discreto, con un fine bouquet di frutta secca. Niente bluff, ma un Premier Cru setoso che ora inizia a dare sempre più piacere (18/20). 01: bouquet aperto, toni di prugna, bello, ampio, con le prime sfumature di cioccolato discrete. Al palato ancora molta frutta, bella speziatura di Cabernet, amarene nell’estratto, mostra grande sostegno e si sta ancora costruendo. 02: abbiamo bevuto una bottiglia probabilmente un po’ matura in un calice da Borgogna in Ticino: mostra chiaramente note fungine, incenso ed erbe da cucina essiccate. Anche al palato molto maturo e in leggera asciugatura. 04: una bottiglia sensazionale con relativamente molta frutta, ma anche contorni un po’ borghesi. Qualche mese dopo, alla degustazione da Bruno Hertig, nuovamente valutato con lo stesso punteggio: 18/20. Granato scuro con bordo che schiarisce. Il bouquet mostra cuoio, corinto, fumo, grani di pepe nero, si apre solo lentamente e mostra al centro una freschezza mentolata. Palato massiccio con toni granulosi, leggermente ruvidi, mostra ancora molte riserve ma non è così fine come ci si aspetterebbe da un Premier. 08: granato-rubino, denso, ancora un riflesso lilla al bordo. Profondo bouquet di Cabernet, tabacco, grani di pepe di Sichuan, inizialmente appare un po’ fresco, tocco Napa, bachelite, appare molto profondo; dopo 20 minuti mostra una fine nota di curry. Palato fermo, severo, ancora poco evoluto e quindi inizialmente un po’ duro, astringenza marcata. Oggi ancora un vino riservato con potenziale che chiede ancora tempo; il vero piacere non è (ancora?) pienamente presente. Decantare due ore. 11: ora pienamente al suo apice, fine con tono di mora profumato, elegante e setoso – esattamente come deve essere un bel Château Margaux! Da gustare senza decantare. (18/20). 13: dopo 20 anni ancora molto fresco e con tracce di frutti rossi. Tannini molto fini e succosi, sottili note di torba sullo sfondo. (18/20). 16: rosso ancora piuttosto scuro. L’inizio è da collocare tra fresco e riservato. Tracce di bachelite, pepe verde del Madagascar, tabacco scuro, appare piuttosto profondo. Al palato fresco, mostra contorni e bei toni di prugna, non particolarmente dolce nell’espressione. Un Margaux “cool” con sostegno leggermente nervoso. Penso che questo classico abbia semplicemente bisogno di un piatto ben abbinato per entrare davvero in forma. (18/20). 17: colore molto scuro, riflesso bluastro nel granato carico. Il naso è diretto, fresco, cresce costantemente e si presenta come un grande classico. Mostra ancora cassis, more, grani di pepe di Sichuan appena pestati. Al palato succoso, più concentrato del 1985 un po’ leggero, buona materia e finale aromatico. Un grande 1988 sottovalutato, e ce ne sono ancora altri. (18/20). 18: porpora fitto, centro denso, riflesso rosso mattone al bordo. Profumo aperto, elegante, dolcemente espansivo, liquirizia, zucchero candito, ancora resti di bacche rosse, more di gelso e cassis, nonché tabacco dominicano. Al palato texture finissima, acidità ben portante, forse per una sfumatura discretamente dominante. I tannini restanti risultano leggermente ascetici. Se lo si aspira, emerge il tipico profumo di Margaux. Ancora ben tenuto, ma gli si potrebbe desiderare un po’ più di finezza. D’altro canto, il suo tipo si inserisce perfettamente nel canovaccio del millesimo ’88. (18/20).