René Gabriel
01: Campione di botte (19/20): 80% Cabernet Sauvignon, 10% Merlot, 7% Petit Verdot, 3% Cabernet Franc. Porpora scuro e pieno con riflessi viola. Bouquet di gelso maturo e complesso, molto chiuso e difficile da approcciare, ma al secondo passaggio mostra un’aromaticità concentrata e densa, legni nobili, tabacco dominicano, note di catrame, aromi di noce; tuttavia, al di sopra di tutto, svetta questo frutto molto maturo di piccole bacche rosse e nere. Palato setoso ed elevato con tannini finissimi che, a questa densità, si accumulano in un’astringenza che avvolge il palato. A prima vista questo Margaux sembra semplicemente fine e geniale. Avvicinandosi con più attenzione e sottigliezza a questo Premier e sorseggiando con cautela per estrarre il profumo di questo vino quasi essenziale, si nasconde sotto una classe di Margaux che probabilmente verrà fuori davvero solo quando il vino raggiungerà la sua prima vera maturità di consumo tra dieci, forse quindici anni. Tutto è così perfetto che non serve essere indovini per sapere che qui sonnecchia un possibile vino del secolo. Gli manca ancora un pizzico di espressività e di aromaticità per dimostrarlo già ora (19/20). Nel marzo 2001 non si era ancora deciso se imbottigliare già in agosto subito dopo il Pavillon, oppure attendere fino a novembre – dato il potenziale del vino: il bouquet è immenso, mostra una dolcezza inebriante con banane secche, gelsi e ciliegie Amarena, delicatamente sostenuto dal caffè, nobile ed estremamente sfaccettato. Al palato, nonostante la sua pienezza, il vino rimane delicato e quasi giocoso, splendida dolcezza di bacche nell’estratto dolcemente maltato, perfettamente bilanciato, accompagnato da legni nobili, caramello e alcune note di sandalo; curiosamente, il finale mostra una certa affinità con la Barbera a causa delle magnifiche note di Amarena, il che non va visto in modo negativo ma piuttosto come un ulteriore tentativo di descrizione aromatica; l’acidità tipicamente leggermente dominante sull’estratto mostra la tipicità dell’annata 2000 e gli conferisce una lunghezza sensazionale. Un grande, impressionante Margaux (alla fine è rimasto 24 mesi in botte). 03: Bouquet assolutamente seducente, multistrato, caldo, complesso con una nota cerosa legata, persino sottilmente burrosa, al di sopra; sotto cassis, more, prugne, note di menta, scorze d’arancia candite o altra frutta candita e caramello. Al palato, succoso, fine, delicato e già un sogno di vino dalla bevibilità enorme; femminile, tenero, cremoso e superbamente equilibrato, rovere perfettamente integrata che dona freschezza e dinamismo. Un vino leggendario, grande, capace di sedurre in serie i degustatori e che porta il suo immenso potenziale senza alcuna arroganza (19/20). 04: Il primo vino alla grande degustazione alla cieca al Ritz-Carlton di Berlino. Continuavo a tornarci, ma gli altri vini surclassavano questo che appariva sì fine ma quasi un po’ superficiale: rubino-granato scuro. Bouquet snello, tocco di mirtillo rosso, delicate note tostate, molto sfaccettato ma ancora un po’ timido. Palato delicato e danzante, anche qui ribes rossi. In qualche modo, nonostante la classe indicata, gli mancano spinta e irradiamento. Può darsi che il lunghissimo affinamento in botte abbia un po’ “ucciso” l’aromaticità? Il campione di botte mi convince più delle degustazioni successive e quindi lo retrocedo di un punto nella valutazione attuale (18/20). In un’altra degustazione alla cieca di nuovo valutato 18/20. O è molto chiuso, cosa che ridimensiona la sua aromaticità di base, oppure non è riuscito a portare in bottiglia le promesse delle prime impressioni di botte. Poiché il potenziale di invecchiamento è ancora enorme, probabilmente risalirà tra 5, se non 10 anni. Chi lo apre ora beve caro ma non in modo sensazionale. Valutazione potenziale: 19/20. 15: Porpora scuro, poco evoluto. Bouquet geniale, molto stratificato, molte note dolci, uvetta, pelle chiara, il frutto sta lentamente calando e il grande terroir prende il sopravvento. Al palato cremoso, succoso e molto denso, anche qui mostrando una dolcezza inebriante ma delicata, finale concentrato. Sarà un fine ed elegante Château Margaux. Cosa significa “sarà”? È già commovente e offre un primo, grande piacere indiscutibile (19/20). 16: Granato-porpora molto scuro, ancora quasi riflessi neri al centro. Già il primissimo contatto olfattivo appare di profondità drammatica, sfumature affumicate che ne segnalano la profondità, tracce di tartufo, presentando quindi un fondamento estremo. Nonostante la riduzione al naso, si può formulare una solida prognosi di vita molto lunga. Al palato massiccio, marcato, carnoso e tuttavia con tannini arrotondati che si sviluppano positivamente, nel finale poi quasi solo bacche nere, malto scuro, caffè. Un Margaux-mammut. È possibile che, con l’evoluzione, faccia capolino il punteggio di 20 punti (19/20). 16: Splendido rubino-porpora, bordo che si schiarisce, colore ancora molto netto. Il bouquet mostra ancora molta frutta primaria, lamponi, mirtilli rossi, gelsi, il tutto accompagnato da una dolcezza molto delicata e da una lieve nota pepata. Al palato materico, concentrazione piuttosto generosa, i tannini sono modellati da sogno e lasciano risplendere tutta la grande eleganza di Margaux. È ancora così fruttato che suppongo si richiuderà e che la sua vera finestra di bevuta sia da attendere solo tra circa 10 anni (19/20). 17: Intenso con tantissimi strati. E già piuttosto accessibile. Bevuto al Melchsee-Frutt da Ruedi Bewert. (19/20). 17: Colore estremamente scuro, ancora violaceo con riflessi quasi neri al centro. Bouquet etereo, che sale alla testa, quindi potente all’attacco e con un profilo aromatico ampio. La frutta va dalle bacche rosse a quelle nere. Mostra una potenza olfattiva travolgente. Al palato un concentrato, mostrando un’essenza di bacche nell’estratto, con in finale legni pregiati scuri, caffè latte e molta potenza quasi travolgente nel finale. Grandissimo 2000 con una solida base per il futuro (19/20).