
Argiano : Brunello di Montalcino Riserva 2012
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Recensioni e valutazioni
Descrizione
Caratteristiche e consigli di degustazione del Brunello di Montalcino Riserva 2012 Argiano
Degustazione
Colore
Un rosso rubino profondo con riflessi violacei contraddistingue questo vino.
Naso
Il bouquet svela deliziose note fruttate di ciliegia e frutti di bosco rossi, accompagnate da sfumature boisé, balsamiche e speziate. Emergono inoltre aromi di sottobosco umido, tabacco ed erbe tostate, con accenni di fiori secchi e prugne.
Bocca
Al palato, il vino è carnoso e di grande corpo, rivelando note di pepe nero, chiodo di garofano ed espresso che mettono in risalto un cuore di ciliegia nera essiccata. Tannini saldi e serrati si integrano armoniosamente in una struttura equilibrata che unisce potenza e grazia. Il finale, segnato da una vivace acidità, si prolunga a lungo con notevole persistenza.
Abbinamenti gastronomici
Questo Brunello di Montalcino Riserva 2012 è l’abbinamento ideale per carni rosse arrosto, selvaggina brasata come cinghiale o faraona, nonché per piatti di vitello e maiale aromatizzati alle erbe. Si accompagna inoltre perfettamente alla pasta con sughi di carne ricchi, in particolare il ragù di cinghiale, e a formaggi stagionati di carattere come il pecorino ben maturo.
Servizio e conservazione
Si consiglia di decantare questo vino alcune ore prima del servizio e di servirlo a una temperatura compresa tra 16 e 18°C. Può essere apprezzato fino a circa il 2032.
Un Brunello di Montalcino Riserva potente ed elegante della tenuta italiana Argiano
La tenuta
Fondata nel 1580 dalla famiglia Pecci di Siena in Toscana, Argiano si estende oggi su 125 ettari, di cui 58 ettari di vigneti nel sud-ovest di Montalcino. Membro fondatore del Consorzio del Brunello nel 1967, la tenuta ha conosciuto una spettacolare rinascita dopo l’acquisizione nel 2013 da parte dell’imprenditore brasiliano André Esteves. Sotto la guida dell’amministratore delegato ed enologo Bernardino Sani, affiancato dall’agronomo Francesco Monari, Argiano ha abbandonato le barrique nuove a favore di grandi foudres, ha adottato una viticoltura biologica certificata e, con il consulente Pedro Parra, ha mappato sei distinti micro-terroir. Questa rivoluzione filosofica, che privilegia l’eleganza e l’espressione del suo terroir calcareo, ha valso al Brunello 2018 il titolo di Wine of the Year 2023 da Wine Spectator, consolidando il ritorno di Argiano ai vertici di questa denominazione toscana.
Il vigneto
Questa cuvée proviene da vigne di età compresa tra 10 e 50 anni, piantate tra i 250 e i 280 metri sul livello del mare nel sud-ovest di Montalcino. Le parcelle beneficiano di un terroir di argilla, ciottoli e calcare, con un’elevata presenza di calcare marnoso che dona freschezza e mineralità a questo vino di Toscana. L’altitudine e la vicinanza al Mar Tirreno, a soli cinquanta chilometri, apportano brezze rinfrescanti che mitigano le temperature e preservano l’acidità naturale del sangiovese. La tenuta pratica una viticoltura biologica certificata, rispettosa dell’ambiente e dell’espressione del terroir.
L’annata
L’annata 2012 in Brunello di Montalcino è stata segnata da caldo eccezionale e intensa siccità. L’estate ha visto una totale assenza di piogge da luglio a metà settembre, con tre giorni di venti di scirocco ad agosto che hanno innalzato sensibilmente le temperature diurne e notturne. Queste condizioni estreme hanno concentrato le uve e dato struttura ai vini, dando vita a Brunello potenti e di grande corpo. Nonostante queste sfide climatiche, piogge tempestive alla fine di agosto hanno permesso alle viti di ritrovare equilibrio, favorendo una maturazione ottimale degli acini. Il Consorzio del Brunello ha assegnato a questa annata la valutazione massima di cinque stelle, riconoscendo l’eccellente qualità dei vini prodotti dalle tenute che sono riuscite a governare queste difficili condizioni.
Vinificazione e affinamento
Dopo la vendemmia manuale, le uve sono state delicatamente diraspate e pigiate prima di essere vinificate in vasche di acciaio inox a temperatura controllata con lieviti indigeni. La fermentazione malolattica si è svolta in vasche di cemento. Il Brunello di Montalcino Riserva 2012 è stato quindi affinato per circa trenta mesi in foudres di rovere di Slavonia di diverse capacità, da dieci a cinquanta ettolitri. La scelta di grandi contenitori, anziché barrique nuove, aiuta a preservare l’espressione del frutto e del terroir aggiungendo al contempo struttura e complessità. Dopo l’affinamento in legno, il vino è stato imbottigliato non filtrato durante fasi lunari favorevoli, quindi è maturato per ulteriori dodici mesi in bottiglia prima della commercializzazione.
Vitigno
100% sangiovese.



