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Château Cos d'Estournel 2001
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93
/100
Robert Parker
Robert M. Parker, Jr.
Un bellissimo vino: il 2001 Cos d’Estournel (65% Cabernet Sauvignon e 35% Merlot) presenta un bouquet composto e nobile di ribes nero, cedro, spezie e liquirizia. Con l’ossigenazione emergono cenni di tartufo. Di medio corpo, con frutto dolce (prevalentemente nero) e un legno ben integrato, cresce progressivamente in bocca e si chiude con un finale di 50 secondi. Da bere nei prossimi 15+ anni questo claret elegante, misurato ma sostanzioso.
92
/100
Wine Spectator
James Molesworth
Setoso, con un fresco accenno mentolato che si intreccia attorno al nucleo di ribes rosso speziato, mora e prugna. Deliziose note di spezie, tè nero e ginepro leggermente tostato sono perfettamente intarsiate per tutto il sorso, con un accenno di carbone sul finale. -- Retrospettiva Bordeaux ‘01/’03/’05 alla cieca (dicembre 2017). Da bere ora fino al 2025. Prodotte 17.705 casse.
95
/100
Decanter
Splendido, un chiaro passo avanti rispetto al millesimo 2000 mentre si avvicina alla sua seconda decade. Non è ancora del tutto pronto da bere, anche se qualche ora in decanter potrebbe aprirlo a sufficienza. È ricco di frutti neri intensi, compatti e vivaci, completo della ricchezza strutturale tipica di questo château, che sembra trasudare naturalmente attraverso i tannini. Si avverte una vera energia e vivacità, con liquirizia, ardesia, spezie, cassis e ciliegia nera. La seconda metà di agosto è stata più calda nel 2001 che nel 2000 a St-Estèphe, e le uve sono state lasciate raggiungere una maturazione lunga e lenta. La vendemmia è iniziata solo il 1° ottobre, quando le notti si facevano più fresche: ciò ha aiutato il vino a mantenere la sua notevole freschezza. Affinato in 80% di rovere nuovo.
93
/100
James Suckling
Trama vellutata con tannini morbidi e setosi e note di cioccolato, carne e frutti di bosco. Pieno e rotondo. Leggermente dimenticato e delizioso. Da bere ora.
92
/100
Vinous
Stephen Tanzer
Rubino brillante. Profumi vivaci e complessi di ribes nero, grafite, eucalipto e tabacco. Ricco e dolce ma ben delineato, con un’impressionante densità e una solida struttura di fondo. Sapori di prugna, menta, frutta secca tostata e rovere dolce. Piuttosto pieno per un giovane Cos, ma molto suadente. Finale con tannini fermi ma setosi e un’ottima presa. Meglio del 2000.
93
/100
Jeff Leve
Leve Jeff
Pronto da bere senza decantazione. Di corpo medio-pieno, con un naso classico di frutta nera e ribes rosso, spezie, erbe, tabacco e note verdi di foresta. In bocca parte bene ma svanisce troppo rapidamente, con un tocco di asciuttezza nel finale. Resta comunque un bel vino, con carattere di Cos, che merita attenzione. Da bere dal 2025 al 2035.
93
/100
Jeb Dunnuck
Jeb Dunnuck
Il 2001 Château Cos D'Estournel è pienamente maturo, con un naso complesso e dolce di ribes più scuri, tabacco foglia, terra umida e tartufo, che con il tempo nel bicchiere rivela sfumature più floreali e speziate. Il tutto conduce a un Saint-Estèphe di medio corpo ed elegante, con tannini fini e un equilibrio impeccabile. Questo vino di grande classe ed eleganza darà il meglio di sé nel corso del prossimo decennio.
17
/20
Weinwisser
Rubino-porpora di media intensità. Bouquet intenso e inebriante: amarene, caffè, chiodi di garofano, lieve tocco di Cabernet dal riflesso verde; in realtà piuttosto slanciato ma comunque molto profondo. Palato aromatico, corpo medio, grani di pepe nero, bucce di prugna, leggermente irruvidito dalla concentrazione; può ancora guadagnare un punto e passare alla storia come un Cos piuttosto classico e longevo.
18
/20
René Gabriel
02: Campione di botte (17/20): Splendido bouquet di ciliegia fragrante con un tocco di melissa rinfrescante, frutta candita, tè alla frutta, cassis, note di mandorla e marzapane. Al palato appare slanciato ma muscoloso, con relativamente poca polpa; finale floreale con tannini decisi, anch’essi un po’ troppo in primo piano, moka conciliatorio nel finale. Nel complesso molta razza e potenza, ma un po’ troppo poco grasso. Ancora una volta un Cos piuttosto deludente, che certamente non sarà un regalo per i suoi amici del vino dal punto di vista del prezzo. Somiglia al ’94, che mostrò paralleli analoghi alla degustazione en primeur. 04: Colore nettamente più chiaro rispetto alle annate 2002 e 2003; rubino che schiarisce con orlo acquoso relativamente ampio. Bouquet fragrante e pepato, ribes rosso, dietro note di caffè e legno di cedro, bellissime note che ricordano spezie esotiche (soprattutto chiodi di garofano), rimane però piuttosto slanciato in impostazione. Palato fine ed elegante, i tannini paiono levigati e rendono il vino già ora delicato e fine; in finale resta una leggera nota di buccia non del tutto matura, persistenza media. (17/20). 06: Rubino-porpora di media intensità. Bouquet intenso, quasi inebriante, amarene, caffè, chiodi di garofano, lieve tocco verde di Cabernet; in realtà abbastanza slanciato ma piuttosto profondo. Palato aromatico, statura media, grani di pepe nero, bucce di prugna, un po’ ruvido per la sua concentrazione; potrebbe guadagnare ancora un punto e passerà alla storia come un Cos piuttosto classico e longeva. 08: Bevuto a pranzo da Cos. Si mostra già come un seduttore carezzevole con una trama soffice e una dolcezza prugnosa. Nel frattempo anche Jean-Guillaume ammette in qualche modo che questo Cos proviene sì da una grande annata, ma non è del tutto riuscito. 09: Granato scuro con riflessi violacei. Bouquet speziato, pepe nero macinato, legni nobili scuri, multistrato. Bocca sostanziosa, corpo leggermente farinaceo, astringenza equilibrata, appare un po’ ruvido e così gli manca un po’ di armonia per la classe attesa. Al Wine & Dine di Bad Ragaz: noioso e in qualche modo già a un primo stadio di maturità. 10: Ha bisogno di una buona mezz’ora d’aria e poi diventa piuttosto fine e piacevole. Un discreto e fine St-Estèphe – ma non un grande Cos. (17/20). 20: Colore scuro con ancora riflessi violacei. Il bouquet è da un lato floreale, dall’altro mostra note di moka dalla tostatura scura, olive nere, trementina, pane di pumpernickel e prugne secche californiane. Al palato con aromatica scura, finale lungo. Negli ultimi anni l’avevo sottovalutato e ora lo rivaluto. Proprio al suo picco edonistico. Dà enorme piacere! (18/20). 20: Rosso vino medio con riflessi porpora, orlo nettamente più chiaro. Bouquet aperto, mostra una certa dolcezza di composta di ciliegie rosse e un accenno di Amarena. In seconda battuta, tendenza lattica con un tocco di caffellatte. Il profilo olfattivo è più denso e intenso rispetto alla vendemmia 2000. Al palato piuttosto sostanzioso. L’estratto carnoso e granuloso presenta un’amarezza gentile dovuta all’estrazione. Un 2001 gradevole, che ora si trova nella giusta maturità di consumo. Migliore di qualche anno fa. (18/20). 21: È stato il vino più scuro di questo quintetto. Porpora pieno con ultimi riflessi lilla al centro. Il bouquet mostra da un lato note di frutta quasi primarie di ciliegie e prugne, dall’altro tracce floreali da partite di Cabernet non del tutto mature. Si presenta complesso con lievi tendenze lattiche sotto forma di yogurt alla mora. In seconda battuta; molto speziato, chiodi di garofano, rosmarino e moka Arabica appena tostato. Al palato piuttosto profondo, tannini ancora presenti, che però potrebbero anche derivare da un’estrazione probabilmente piuttosto generosa. Questa ipotesi è sottolineata da un’amarezza nobile tuttora presente verso il finale. Il punteggio al naso è praticamente 19/20. Il palato poi relativizza la valutazione a una media corretta di 18/20.
17
/20
André Kunz
Bouquet setoso e delicatamente abboccato, more, erbe, legni pregiati, tabacco chiaro. Palato finemente fruttato ed elegante, con aromi fragranti e dolci, struttura finemente muscolosa, finale delicato. 17/20 da bere - 2024
17
/20
Bettane+Desseauve
Colore opaco, abbastanza giovanile, naso molto speziato con frutta in composta; bocca generosa e ricca ma con un po’ di carenza di energia. Più in larghezza che in profondità.
96
/100
La RVF
Il 2001 supererà il 2000 per espressività. Al naso è molto elegante, con spezie nobili (pepe, curry), tabacco e ciliegie nere. Al palato il vino mostra grande freschezza, con tannini abbondanti ma ben fusi e molta razza. Ancora molto trattenuto, merita una lunga decantazione.
87
/100
Jean-Marc Quarin
Jean-Marc Quarin
Colore scuro, intenso e leggermente evoluto. Naso fruttato con una nota di catrame. Bocca rotonda, succosa, morbida, con un ritorno di quell’aroma leggermente catramoso. Profilo molto maturo e legnoso. Questa nota boisée manca di finezza. Lunghezza media.



