
Armand Heitz : Meursault Village 2021
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Descrizione
Note di degustazione e consigli di servizio per il Meursault Village 2021 di Armand Heitz
Degustazione
Vista
Limpido e luminoso, il vino mostra una tonalità giallo paglierino tenue con riflessi dorati e un leggero accenno argentato, che riflette sia la sua giovinezza sia le condizioni fresche dell’annata.
Naso
Il naso rivela una fine complessità aromatica con note di fiori bianchi, agrumi freschi (limone, lime) e frutti a polpa bianca (pesca, pera). Con l’aerazione emergono sfumature di nocciola e mandorla tostata, accompagnate da sottili tocchi minerali che ricordano la pietra bagnata e la selce.
Bocca
Al palato seduce con la sua trama setosa e cremosa, offrendo un equilibrio raffinato tra rotondità e vivacità. Sapori di mela gialla, pera e albicocca si intrecciano armoniosamente con una mineralità elegante e precisa. Un’acidità brillante e rinfrescante dona struttura, mentre discrete note boisé apportano accenni di vaniglia e tostatura. Il finale si prolunga con eleganza, lasciando persistenti impressioni minerali e agrumate.
Abbinamenti cibo-vino
Questo vino bianco della Borgogna si abbina splendidamente a ostriche, pesce alla griglia e frutti di mare, in particolare all’astice con beurre blanc. Si accompagna molto bene anche a pollame arrosto alle erbe, risotti cremosi ai funghi e formaggi a pasta molle e crosta fiorita come l’Époisses o il Comté stagionato.
Servizio e conservazione
Questa cuvée si apprezza al meglio a una temperatura compresa tra 12 e 14°C. È piacevole fin da ora, ma offre anche un buon potenziale di affinamento almeno fino al 2029, in condizioni di conservazione adeguate.
Un Meursault Village elegante e minerale
La tenuta
Fondato nel 2012, quando Armand Heitz ha rilevato la tenuta di famiglia le cui origini risalgono al 1857, il Domaine Armand Heitz si estende oggi su trenta ettari di vigneti in Borgogna, principalmente nella Côte de Beaune. Armand Heitz, proprietario e viticoltore, ha trasformato la proprietà in un modello di agricoltura rigenerativa, rifiutando deliberatamente le certificazioni biologiche e biodinamiche a favore di un approccio filosofico che privilegia suoli vivi e interventi minimi. La tenuta produce vini da appellations prestigiose—Meursault, Pommard, Volnay, Chassagne-Montrachet, fino ai grands crus della Côte de Nuits—vinificati con grappoli interi e lieviti indigeni. L’attività include inoltre centottanta ettari dedicati all’allevamento e all’orticoltura in permacultura, a testimonianza di una visione agricola globale.
Il vigneto
Le uve di questo Meursault Village provengono da parcelle della Côte de Beaune, beneficiando di suoli composti da limo e calcare marnoso. Questi terroir calcarei, caratteristici dell’appellation Meursault, conferiscono al vino la sua mineralià distintiva e la sua freschezza. Le viti sono coltivate secondo i principi dell’agricoltura rigenerativa, con suoli mantenuti permanentemente coperti da colture diversificate (erba medica, veccia, piselli, canapa, lino) che favoriscono la vita biologica e la resilienza di fronte ai rischi climatici. Questo approccio olistico, che integra allevamento e orticoltura, crea una simbiosi tra le viti e le altre colture della tenuta.
L’annata
L’annata 2021 in Borgogna è stata segnata da condizioni meteorologiche particolarmente impegnative. Gelate devastanti ad aprile hanno colpito le parcelle di mezza costa, seguite da episodi di scarsa allegagione e da una forte pressione di peronospora che ha richiesto diversi trattamenti a base di zolfo. Nonostante queste difficoltà, le condizioni fresche durante tutta la stagione vegetativa hanno contribuito a preservare una notevole acidità e un’eccezionale definizione minerale. Le rese sono state significativamente ridotte, ma la qualità delle uve raccolte si è rivelata straordinaria, dando vita a vini di grande freschezza e a un’eleganza che richiama le annate classiche di un tempo.
Vinificazione e affinamento
Questo vino è stato vinificato seguendo un approccio minimalista che favorisce l’espressione naturale del terroir. Le uve sono state pressate come grappoli interi, quindi il mosto ha fermentato con lieviti indigeni senza un rigoroso controllo della temperatura. La fermentazione malolattica è avvenuta naturalmente, apportando rotondità e complessità al vino. L’affinamento si è svolto sulle fecce in barrique di rovere con una moderata percentuale di legno nuovo, consentendo al vino di sviluppare la sua texture setosa preservando al contempo la purezza del frutto e l’espressione minerale caratteristica dell’annata.
Vitigno
100% Chardonnay.






