
Billaud-Simon : Chablis 1er cru "Vaulorent" 2022
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Recensioni e valutazioni
Descrizione
Caratteristiche e consigli di degustazione per Chablis 1er cru "Vaulorent" 2022 di Billaud-Simon
Degustazione
Aspetto
Il vino presenta un colore dorato pallido con luminosi riflessi leggermente verdolini.
Naso
Il naso rivela una notevole freschezza con aromi di agrumi e scorza di agrumi, accompagnati da note di pepe Timut. Dopo aerazione, il bouquet evolve verso fragranze di frutti esotici, in particolare litchi e ananas arrosto, arricchite da sfumature tostate.
Palato
Al palato, questo vino conquista con il suo attacco fresco e la texture vellutata dal grano fine e delicato. Il palato dispiega un carattere fruttato e succoso con una splendida definizione, prima di chiudere con un finale lungo ed elegante segnato da note di nocciola tostata e mandorla arrosto, esaltate da un tocco salino che dona persistenza e risonanza aromatica.
Abbinamenti cibo-vino
Questo Chablis 1er cru "Vaulorent" 2022 si abbina perfettamente ai frutti di mare crudi o leggermente preparati, in particolare ostriche e capesante che richiamano la sua mineralità marina. Accompagna con eleganza anche preparazioni di aragosta con salsa allo champagne, fricassee di anguilla o terrine di pesce. Anche le carni bianche in salse cremose, come il vitello, rappresentano ottimi abbinamenti. Questo vino si armonizza inoltre con verdure verdi come asparagi e carciofi, così come con formaggi di capra stagionati.
Servizio e invecchiamento
Chablis 1er cru "Vaulorent" 2022 si apprezza al meglio a una temperatura compresa tra 11 e 13°C. Si consiglia di lasciarlo aprire gradualmente nel bicchiere per trenta-quarantacinque minuti dopo l’apertura per rivelare pienamente la sua complessità aromatica. Questo vino può essere degustato fin da ora e potrà evolvere in cantina fino a circa il 2032.
Uno Chablis Premier Cru eccezionale che esprime la mineralità del terroir kimmeridgiano della Borgogna
La tenuta
La Tenuta Billaud-Simon fu fondata nel 1815 da Charles Louis Noël Billaud al suo ritorno dalle guerre napoleoniche. La proprietà conobbe una vera crescita dopo il 1945 grazie alla collaborazione tra Jean Billaud e suo suocero Jules Simon, che modernizzò la tenuta e realizzò il primo imbottigliamento presso la proprietà nel 1954. Nel 2014 la tenuta è stata acquisita dalla famiglia Faiveley, prestigiosa casa di négociant borgognona fondata nel 1825 e oggi guidata da Erwan Faiveley, settima generazione. Sotto la direzione tecnica di Olivier Bailly, responsabile della tenuta dal 2014, il domaine coltiva diciassette ettari di vigne distribuiti su entrambe le rive del Serein, producendo vini di Chablis rinomati per la loro mineralità e precisione. La tenuta ha ottenuto la certificazione di agricoltura biologica nel luglio 2025.
Il vigneto
Il Chablis 1er cru "Vaulorent" proviene da un climat situato sulla riva destra del Serein, tecnicamente associato al Premier Cru Fourchaume e posizionato direttamente accanto al Grand Cru Les Preuses. Le parcelle beneficiano di un’esposizione ottimale sud-sudovest e poggiano su suoli argillo-calcarei kimmeridgiani composti da calcari medi e superiori alternati a marne contenenti exogyra virgula, formazioni geologiche risalenti a 155 milioni di anni fa ricche di fossili di ostriche e materia marina. Questi suoli conferiscono al vino il suo carattere iodato e la distintiva mineralità salina. Le viti hanno mediamente tra venticinque e trent’anni di età.
L’annata
L’annata 2022 a Chablis si è rivelata particolarmente favorevole per la produzione di vini di qualità, offrendo un equilibrio armonioso tra maturità e concentrazione delle uve. La vendemmia delle parcelle di Vaulorent si è svolta tra il 27 e il 31 agosto, secondo i protocolli di raccolta della tenuta per raggiungere una maturità fenolica ottimale preservando al contempo la fresca acidità caratteristica dell’appellazione.
Vinificazione e affinamento
Dopo la pressatura, i mosti del Chablis 1er cru "Vaulorent" 2022 hanno subito una decantazione statica a freddo in vasche a temperatura controllata. La fermentazione alcolica e la fermentazione malolattica si sono svolte in parte in botti di legno e in parte in vasche di acciaio inox. L’affinamento è poi proseguito per circa dodici mesi in entrambi i tipi di contenitori per apportare una sottile complessità tessiturale senza mascherare l’autenticità minerale del terroir. Il vino è stato quindi affinato sulle fecce fini per sei mesi prima dell’imbottigliamento con filtrazione minima.
Vitigno
100% chardonnay






