
Domaine Hubert Lamy : Saint-Aubin 1er cru "Clos de la Chatenière" 2018
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Recensioni e valutazioni
Descrizione
Caratteristiche e consigli di degustazione del Saint-Aubin 1er cru "Clos de la Chatenière" 2018 di Domaine Hubert Lamy
Degustazione
Aspetto
Il colore mostra una tonalità dal giallo tenue al dorato con sottili riflessi verdi, a testimonianza della purezza e della limpidezza del vino.
Olfatto
Il naso rivela una notevole complessità aromatica, con note di agrumi cerati, frutta a polpa gialla (pere, mele gialle) e un tocco di miele. Si aggiungono sfumature tostate, insieme a fiori bianchi (acacia, fiori d’arancio), mela cotogna fresca e frutta secca (mandorle, noci pecan). La dimensione minerale si esprime con intensità attraverso aromi di selce, roccia e terra.
Palato
Al palato, questo vino bianco offre un corpo da medio a pieno, rotondo e materico, che avvolge il palato con eleganza. La concentrazione è sorprendente senza risultare pesante, sostenuta da un’acidità viva e tagliente come una lama che dona struttura all’insieme. I sapori di frutta bianca matura evolvono verso sensazioni minerali a metà palato, prolungandosi in un finale eccezionalmente lungo e salino. La tensione tra ricchezza e freschezza minerale definisce questo vino di grande precisione architettonica.
Abbinamenti gastronomici
Questo Saint-Aubin 1er cru "Clos de la Chatenière" 2018 si abbina perfettamente a pesci delicati, frutti di mare, pollame in salsa cremosa ai funghi e formaggi stagionati.
Servizio e conservazione
Si consiglia di servire questo vino a una temperatura compresa tra 10 e 12°C. Secondo i critici, questo vino può essere apprezzato fino a circa il 2040, o addirittura fino a circa il 2050 secondo alcune valutazioni.
Un Saint-Aubin 1er cru eccezionale, precisa espressione minerale della Borgogna
La tenuta
Fondato nel 1973 da Hubert Lamy, Domaine Hubert Lamy si è affermato come una delle tenute di riferimento imprescindibili della Borgogna. Dal 1995, Olivier Lamy guida la tenuta insieme alla moglie Karine, proseguendo il lavoro del padre con un approccio decisamente moderno e rispettoso dell’ambiente. Oggi la proprietà si estende su 18,5 ettari, principalmente all’interno dell’appellazione Saint-Aubin, con parcelle anche a Puligny-Montrachet, Chassagne-Montrachet e Santenay. Grazie a una viticoltura meticolosa e a una vinificazione a basso intervento, Olivier Lamy ha elevato Saint-Aubin al rango delle appellazioni più rispettate della Borgogna, producendo vini bianchi di eccezionale purezza e mineralità.
Il vigneto
Clos de la Chatenière è una delle parcelle di punta della tenuta, di fatto un quasi-monopolio di 1,25 ettari. Questo premier cru di Saint-Aubin occupa una posizione straordinaria su un ripido versante con una pendenza di circa il 40%, situato tra Saint-Aubin e Puligny-Montrachet. Le viti di Chardonnay, piantate nel 1964, crescono su suoli argillo-calcarei molto superficiali (20-40 centimetri), particolarmente sassosi, poggiati direttamente su una base di calcare duro. Un’esposizione da sud a sud-est garantisce un’irradiazione ottimale, mentre la forte pendenza assicura un eccellente drenaggio naturale. Queste condizioni creano un terroir unico che conferisce ai vini il loro carattere decisamente minerale.
L’annata
L’annata 2018 si distingue come una delle migliori del decennio in Borgogna per i vini bianchi. Dopo un inverno mite e una primavera priva di gelate dannose, l’estate si è rivelata particolarmente calda e secca, soprattutto in agosto e settembre. Queste condizioni hanno consentito una piena maturità fenolica, concentrando al contempo aromi e zuccheri negli acini. La vendemmia è iniziata precocemente il 22 agosto, a testimonianza della maturazione avanzata. Questa annata ha dato vita a vini bianchi di eccezionale ricchezza aromatica, perfettamente equilibrati tra rotondità e vivacità, con un eccellente potenziale di invecchiamento.
Vinificazione e affinamento
Le uve per il Saint-Aubin 1er cru "Clos de la Chatenière" 2018 vengono raccolte a mano, con una selezione rigorosa effettuata in vigna e poi in cantina. Dopo una pressatura pneumatica delicata e una chiarifica statica notturna, il mosto viene travasato in demi-muids da 600 litri e barrique da 300 litri. La fermentazione alcolica avviene con lieviti indigeni per un periodo prolungato che può durare fino a 90 giorni. L’affinamento prosegue per 12-18 mesi negli stessi contenitori, con una percentuale molto limitata di legno nuovo (0-15%), privilegiando botti tra uno e cinque anni. Il vino trascorre poi sei mesi in vasca di acciaio inox prima dell’imbottigliamento, favorendo la chiarifica naturale e l’armonizzazione finale.
Vitigno
100% Chardonnay






