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Champagne Bruno Paillard

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Bruno Paillard è nato a Reims nel 1953 in...
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Champagne Bruno Paillard, la continua ricerca della purezza

La maison di Champagne Bruno Paillard è una casa “giovane” secondo gli standard champenois, ma fin dai suoi inizi ha saputo dimostrare un’identità unica e la capacità di perseguire una visione senza mai scendere a compromessi.

Champagne Bruno Paillard, storia di un nuovo “pioniere”

La storia degli Champagne Bruno Paillard inizia relativamente di recente e si presenta come una maison di Champagne per molti versi innovativa. Bruno Paillard nasce a Reims nel 1953 da una famiglia di courtiers (intermediari) e viticoltori nei grand cru di Bouzy e Verzenay da più di due secoli. La Champagne è nel suo DNA e, se inizialmente inizia la sua carriera come courtier, dopo appena 6 anni, il richiamo della sua passione è troppo forte e si lancia in una nuova avventura. Il suo desiderio è quello di creare uno Champagne diverso dagli altri, che faccia della purezza uno stile unico.

All’età di 27 anni Bruno Paillard, senza denaro e senza vigne, sa cosa deve fare e non ci pensa due volte: gli occorre un capitale per iniziare la sua attività, perciò decide di vendere la sua vecchia Jaguar e con 15.000 euro in tasca inizia la sua impresa. Il momento non sembra adatto, siccome in quegli anni la Champagne è incentrata sulla preservazione dell’esistente e non si vede una nuova maison da un centinaio di anni.

 

champagne bruno paillard
  © Studio Cabrelli

 

Le difficoltà non sembrano scoraggiare questo pioniere dei giorni nostri e nel 1981 inizia ad affittare una cantina e comprare uve da viticoltori accuratamente selezionati. Nascono così i primi Champagne Bruno Paillard con uno stile che si distingue subito.

Nel 1984 Bruno Paillard crea la prima cantina fuori terra in Champagne. Si tratta di un progetto molto innovativo, che funziona bene e fin da subito dona risultati di grande qualità, grazie a un rigoroso controllo delle temperature, dell’igrometria e della luminosità.

Il successo arriva inizialmente dal mondo anglosassone quando già nel 1988 il famoso critico inglese Hugh Johnson descrive così la maison: “piccola ma prestigiosa, giovane maison di champagne con vini setosi ed eccellenti”. Nel 1990 Bruno Paillard e l’architetto Jacques Bléhaut disegnano una struttura di acciaio, vetro e legno. Sono, questi, materiali che ammiccano ai tre tipi di contenitori tradizionali per l’elaborazione dei vini in Champagne. Tradizione e innovazione vengono così coniugate in questa cantina contemporanea.

 

champagne bruno paillard
Alice e Bruno Paillard © Studio Cabrelli

 

La figlia Alice raggiunge la squadra della maison di Champagne nel 2007 e, accanto al padre, gestiscono oggi l’attività di famiglia. La grande maggioranza della produzione di Champagne Bruno Paillard si rivolge al mercato internazionale e i suoi vini si possono trovare esclusivamente nei migliori ristoranti e presso i rivenditori più prestigiosi.

 

Il vigneto di Bruno Paillard: il rispetto della terra e il rispetto dell’ambiente nel cuore della Champagne

Nel 1994 Bruno Paillard acquista le sue prime vigne nella Côte des Blancs, 3 ettari di grand cru a Oger. È il primo nucleo di un vigneto, che arriverà poi a estendersi a giorni nostri a 32 ettari, di cui 12 ettari sono grand cru. 16 cru in totale, fra cui Le Mesnil sur Oger, Oger, Cumières o Verzenay. Solo Les Riceys si distanzia dagli altri, situato nel sud della Champagne, nell’Aude. Da queste vigne proviene più della metà delle uve utilizzate dalla maison, mentre il resto è frutto di un approvvigionamento presso viticoltori indipendenti in più di 30 villaggi.

 

champagne bruno paillard
© Studio Cabrelli

 

Il lavoro in vigna ha cura di rispettare la tipicità del terroir gessoso della regione e allo stesso tempo essere sostenibile per l’ambiente. L’aratura ha un’importanza primordiale, poiché favorisce lo sviluppo delle radici in profondità, dove vanno ad estrarre la mineralità. Potature corte, secondo lo stesso principio, privilegiano l’apparato radicale a quello vegetale. Mathieu Pingret guida l’équipe del vigneto secondo una filosofia votata alla sostenibilità. Nessun diserbante né pesticida viene utilizzato, aratura, inerbimento parziale dei suoli, analisi regolari e concimi personalizzati alla parcella, impianto di rose alla fine dei filare per rilevare l’attacco dell’oidio…I confini delle vigne sono inoltre ricoperti di fiori che sostengono la biodiversità e, attirando le api, favoriscono anche l’impollinazione delle parcelle vitate.

 

Gli Champagne Bruno Paillard, l’arte dell’assemblaggio

Dopo la vendemmia le uve vengono spremute in prossimità della parcella e i mosti vengono poi trasportati alla cantina di Reims. Solo i primi 50 cl di ogni chilo d’uva, ciò che costituisce la prima spremitura, ovvero i succhi più puri, diventeranno parte degli Champagne Bruno Paillard. Ona volta in cantina, ogni cru, e in alcuni casi, ogni parcella, fermenta separatamente. La maison preferisce effettuare la fermentazione malolattica, poiché già in partenza i suoi vini contengono più acidità del normale, essendo frutto della prima spremitura e costituiti principalmente da Chardonnay. I vins clairs, le basi spumante, passano poi attraverso una fase cruciale: l’assemblaggio.

 

champagne bruno paillard
© Studio Cabrelli

 

Bruno Paillard, Laurent Guyot, chef de caves, e Alice Paillard al termine di molteplici degustazioni, selezionano i vini che rientreranno nei blend degli Champagne della casa.

Occorre tutta l’arte dell’assemblaggio champenois per ricreare, di annata in annata, Champagne sempre uguali a loro stessi. I vini di riserva giocano un ruolo fondamentale. Per le cuvée Première Cuvée e Blanc de Blancs Grand Cru, dei “multi-millesimati”, gli assemblaggi comprendono tra 25 e 50% di vini di riserva, maturati in acciaio e piccole botti di rovere. Questi a loro volta sono assemblaggi dell’annata precedente che comprendono essi stessi 25-50% di vini di riserva e così fin dai tempi della fondazione.

 

champagne bruno paillard
© Bruno Paillard

 

Solo le annate eccellenti vengono “millesimate” e si fanno pura espressione delle caratteristiche di una sola annata. A volte si decide di millesimare un Blanc de Noirs, da solo Pinot Noir, oppure un Assemblage, da Pinot Noir, Chardonnay e a volte Pinot Meunier, oppure il Blanc de Blancs, esclusivamente Chardonnay.

 

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© Bruno Paillard

 

Infine, come gioiello della corona, si trova la Cuvée NPU Bruno Paillard, “Nec Plus Ultra”. Si fa qui la scelta dell’eccellenza e nessun compromesso viene accettato. Solo le annate eccezionali, solo gli Chardonnay e Pinot Noir provenienti da grand cru, solo botti piccole di rovere per i primi 10 mesi e non meno di un riposo di 12 anni in cantina a una temperatura perfettamente costante di 10,5 gradi. Il dosaggio è veramente minimo, con uno zucchero residuale sui 3 g/l. Si tratta infatti di una cuvée extra brut.

Lo stile della casa è dunque improntato ad una estrema valorizzazione del terroir, grazie a Champagne puri e dalla personalità identitaria della maison Bruno Paillard.