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Pinot Nero

Prodigiosa uva nera, il Pinot Nero è una varietà molto antica le cui prime tracce scritte risalgono al 1375 sotto il nome di Plant Fin. Emblema della Borgogna che è anche la sua terra natale, è all'origine della famiglia dei Noiriens e diverse varietà sono suoi derivati, come lo Chardonnay, l'Aligoté, il Gamay o il Melon de Bourgogne all'origine Muscadet.

Complesso e delicato, il Pinot Nero è una varietà che non si adatta bene alle regioni più calde a causa della sua precoce maturazione. È nel cuore dei grandi terreni calcarei della Borgogna che trova tutte le condizioni che gli permettono di rivelare tutto il suo splendore. I cru della Côte de Nuits come Givry, Vougeot, Morey Saint Denis, Vosne-Romanée e Gevrey Chambertin, Corton Grand Cru alla Côte de Beaune, sono tra i più grandi Pinot Nero in tutto il mondo.

Il Pinot Nero è riconoscibile dalle dimensioni dei suoi grappoli, piccoli e compatti. Uva Uva a bacca nera, il Pinot Nero produce un succo incolore e può quindi dar luogo a vini bianchi, in particolare nel caso di un Crémant de Bourgogne o uno champagne Blanc de Noirs. Se durante la macerazione il mosto rimane a contatto con le bucce degli acini, si hanno invece vini dal color rosso rubino vivace e brillante, evolvendo verso un color mattone pallido con gli anni.

Tradizionalmente elaborato in vini monovarietali, è un vero interprete del terroir, con infinite sfumature aromatiche. Nella sua giovinezza, ha aromi di frutta rossa fresca, ciliegia, ribes nero e note speziate di pepe e cannella, che rivelano note empireumatiche con profumi tostati e affumicati. Con gli anni sbocciano profumi di frutta candita, kirsch e note di sottobosco, che ricordano tartufo, funghi, note animali, cuoio. Al palato, il Pinot Nero si distingue per la sua finezza ed eleganza, la bocca evolve su una trama tannica dalla personalità assertiva, sempre intrisa di grande delicatezza e freschezza.

Cassa da Scoprire 2009
Borgogna - Rosso e Bianco
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David Duband : Chambertin Grand cru 2017
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Leroy : Volnay Village 2009
Borgogna - Volnay - Rosso
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Pinot Nero, il fascino discreto e complesso di un'uva sontuosa

Dalla Borgogna alla Champagne, dall’Oregon alla Nuova Zelanda, passando per la Franciacorta: giro del mondo sulle tracce del Pinot Nero e delle sue regioni viticole d’elezione. 

Borgogna, la culla del Pinot Nero

Il Pinot Nero è un vitigno internazionale originario della Francia e, più precisamente, della Borgogna. Presente nella regione da lunghissimo tempo, i primi a selezionarlo e coltivarlo sono stati i Romani. Sono stati invece i monaci, durante i secoli del medioevo, a rendere famosi i vigneti della Borgogna e, con essi, il vitigno rosso principe della zona, il Pinot Nero appunto.

La parabola ascendente della fortuna di quest’uva non conosce battute d’arresto nel corso della sua storia. Viene coltivato ed esportato in varie altre regioni e diventa il capostipite di una famiglia numerosa. Sono molte le uve che hanno nel loro Dna qualcosa che, da vicino o da lontano, proviene dal Pinot Nero (Pinot Grigio, Pinot Meunier, Chardonnay, Aligoté, Gamay…).

 

Pinot Nero: difficile da coltivare ma facile da bere

La coltivazione del Pinot Nero rappresenta sempre una sfida per i viticoltori. Si tratta infatti di un’uva fragile, sensibile alle malattie, che mal sopporta climi troppo caldi e troppo freddi. Il clima ideale è infatti quello di tipo continentale settentrionale. Temperature troppo fredde daranno vita ad aromi eccessivamente vegetali e climi caldi ad aromi eccessivamente tendenti alla frutta cotta. Per sviluppare la complessità aromatica che gli è caratteristica, il Pinot Nero ha bisogno di una maturazione lenta e progressiva. Ama inoltre i terreni calcarei.

 

Pinot noir
© Louis Jadot

 

Sembra che il nome del vitigno tragga origine dalla sua forma con acini piccoli e fitti, che donano al grappolo un aspetto che ricorda quello di una pigna. Le bucce delle bacche sono fini e poco pigmentate, ciò che origina vini poco tannici e relativamente poco colorati. Questo è anche il motivo che rende quest’uva perfetta per la produzione di vini rosati.

Il Pinot Nero è celebre per la sua nobile capacità di restituire le caratteristiche del terroir in cui è nato. Grande interprete di tutte le sfumature ambientali, è in grado di riflettersi in un vasto ventaglio di stili di vini. Da denso e carnoso a delicato ed elegante, nei prodotti di migliore qualità sfoggia un profilo che non è mai banale. La sua facile bevibilità lo rende un vitigno universalmente godibile e, di fatto, largamente apprezzato anche da consumatori non specializzati.

 

Pinot Noir, Pinot Nero, Spätburgunder… tanti nomi per un vitigno internazionale

Come già detto, il Pinot Nero non è un vitigno che possa essere coltivato ovunque. Solo i climi freschi, al massimo temperati, permettono a quest’uva di dar vita a grandi vini. In Borgogna rappresenta il protagonista indiscusso dei vini rossi, dove ha fatto la fortuna della Côte d’Or, cioè la parte più settentrionale del vigneto borgognone. In particolare la Côte de Nuits produce esclusivamente vini rossi Pinot Nero, in denominazioni di fama leggendaria come Gevrey-Chambertin, Chambolle-Musigny, Vosne-Romanée, Nuits-Saint-Georges. Sono questi tra i vini più famosi e apprezzati al mondo.

 

pinot noir
© Louis Latour

 

Nella seconda metà della Côte d’Or, quella più a sud, che viene chiamata Côte de Beaune, il Pinot Nero è coprotagonista insieme al vitigno bianco Chardonnay. Ben note per gli straordinari vini rossi sono le denominazioni di Aloxe-Corton, Beaune, Pommard, Auxey-Duresses e Blagny. In Borgogna si trovano imprescindibili produttori che contribuiscono a tenere altissima la reputazione del Pinot Nero borgognone, come Remoissonet Père & Fils, Domaine Faiveley, Louis Latour, Domaine Chanson, Louis Jadot… Tannini fini, che donano una bella struttura, e una complessità di aromi praticamente ineguagliata in tutto il mondo.

 

pinot noir
© Remoissenet Père et Fils

 

In Champagne questo vitigno rosso ha trovato un habitat ideale, dove, assemblato con lo Chardonnay e il Pinot Meunier dà vita ai grandi Champagne d’assemblaggio e agli Champagne Rosé. Grandi specialisti del Pinot Nero, segnaliamo almeno Louis Roederer, a Reims, e Bollinger, a Aÿ.

Anche nell’Italia settentrionale il Pinot Nero è molto diffuso, rientrando spesso nella composizione di spumanti a metodo classico in Lombardia (nei Franciacorta e nell’Oltrepò Pavese) e in Trentino Alto Adige (Trento Doc).

Per quanto riguarda il Nuovo Mondo, In Nuova Zelanda si trovano Pinot Neri di ottima qualità. Cloudy Bay è stato uno dei primi produttori a piantare Pinot Nero nella regione di Marlborough, dove si ritrova in uno stile leggero, fruttato e morbido.

 

pinot noir
© Cloudy Bay

 

Se per la California le temperature sono generalmente troppo alte per Pinot Neri di qualità (eccetto zone più fresche come Carneros, Sonoma e Santa Barbara), negli Stati Uniti si trovano esempi interessantissimi di questo vitigno più a nord, in Oregon. Il clima più temperato si adatta meglio a quest’uva. Nicolas-Jay ha iniziato nei primi anni Duemila un progetto volto a valorizzare il Pinot Nero della Willamette Valley, in uno stile ispirato ai premier cru della Borgogna.

 

Tanti stili, ma con un fil rouge di caratteristiche ricorrenti

Anche se – proprio per via della suo modo camaleontico di interpretare il terroir – il Pinot Nero può sfoggiare una vasta gamma di personalità diverse, si possono ritrovare alcune caratteristiche che contraddistinguono spesso i vini di migliore qualità.

Un vino a base di Pinot Nero non deve necessariamente invecchiare per essere godibile, anzi più è giovane più il fruttato si presenterà importante nella palette aromatica. Ciò nonostante si fa spesso maturare in legno, per ampliare la complessità di profumi e sapori, senza tuttavia che il boisé diventi predominante.

 

pinot noir
Bollinger © Leif Carlsson

 

 

Il Pinot Nero si veste di rosso rubino, molto intenso nella sua giovinezza, con riflessi tendenti al viola, e più pallido e tendente al color mattone con l’avanzare degli anni. Da giovane, i frutti rossi, le spezie (pepe, cannella) e a volte le note empireumatiche restituiscono aromi dalla freschezza dinamica. Con l’avanzare degli anni, le fragranze evolvono verso la frutta candita, il sottobosco e le note animali.

Al sorso rivela un corpo rotondo, alcol moderato, tannini presenti ma delicati e fini. L’acidità può variare di anno in anno, ma la freschezza difficilmente scompare, anche nelle annate più calde.

Il Pinot Nero dà il meglio di se stesso elaborato da solo e frequentemente viene utilizzato per vini monovarietali. In Borgogna, tuttavia, viene a volte assemblato con il Gamay. Si associa allo Chardonnay e al Pinot Meunier quando viene vinificato in bianco, come nei già citati vini spumanti, per apportare corpo, complessità e longevità.

 

Come abbinare un bicchiere di Pinot Nero?

Il Pinot Nero è in genere perfetto per accompagnare piatti non troppo elaborati, come arrosti di carne bianca o filetti di pesce. I suoi tannini dolci gli permettono perfino di essere servito fresco in estate, senza nulla togliere alla sua personalità.

Non ha paura del confronto con i cibi grassi o con i risotti, di cui taglia perfettamente l’untuosità. Una scelta alla moda può essere quella di berlo insieme a piatti speziati, come il cibo cinese o quello indiano. Zenzero, pepe, chiodi di garofano, coriandolo, cumino sono tutte spezie che troviamo nei cibi orientali ma anche nel bouquet di un buon Pinot Nero, creando un abbinamento giocato sulle eco tra cibo e vino.

Salumi, formaggi stagionati, street food, funghi non spaventano questo discreto ma sontuoso vitigno.

Si tratta a tutti gli effetti di un vino versatile, agile, che però non va coperto con sapori estremi. Abbinamenti arrischiati potrebbero rivelarsi quelli con piatti troppo ricchi (cibi piccanti, selvaggina, stracotti…) che potrebbero sovrastare e nascondere il suo fascino delicato.

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